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Parole O_Stili: Fedel, “l’ostilità non è nata in rete”

“L’ostilità non è nata in rete”. Lo ha detto Alberto Fedel, partner di Newton Management Innovation, inaugurando “Parole O_Stili”, l’evento che per due giorni a Trieste radunerà centinaia di persone per ridurre e combattere le pratiche e i linguaggi negativi della Rete. Fedel, che si è definito “un immigrato digitale”, ha incentrato il suo intervento sull’ostilità. “Il problema delle organizzazioni aziendali è che sono insiemi deficienti di persone intelligenti”, ha aggiunto, osservando che “la dispersione di intelligenza collettiva è dovuta alla gerarchia che ti dice cosa fare e alle ipernormazioni, cioè la creazione di norme su norme”. Per parlare di ostilità Fedel ha fatto diversi esempi, come quello della Haka fatta dagli All Blacks prima di una loro partita di rugby. “È ostile?”, ha chiesto ai presenti. “In realtà è una dichiarazione di rispetto”, ha spiegato, aggiungendo che sapendolo, “sugli spalti del campo da rugby i presenti la decodificano come tutt’altro che violenta”. Un altro tema toccato da Fedel è stato quello dell’educazione chiedendosi “come ci educhiamo, prima di tutto con un’autoeducazione, soprattutto dovendo rispondere con sempre maggiore velocità senza commettere errori?”. Citando Papa Ratzinger, Fedel ha parlato di anticipo di simpatia, che ci dev’essere per esempio “nei confronti dell’autore quando si inizia a leggere un libro perché altrimenti si viene condizionati solo dall’incipit del libro”. “Come facciamo a crearci un anticipo di simpatia per degli ‘scrivani sul web’?”, ha domandato. E poi ha chiuso dicendo che per educarci bisogna “fare come la mamma quando da piccoli ti regalavano un cioccolatino. Lei ti diceva: ‘come si dice?’. E lo ripeteva fino a quando non si rispondeva ‘Grazie’”.

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