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Papa Francesco: a Roma Tre, università promuova “cultura dell’incontro”. Prima “minaccia” all’Europa viene “dall’interno”

“L’università può essere anche luogo in cui si elabora la cultura dell’incontro e dell’accoglienza delle persone di tradizioni culturali e religiose diverse”. Lo assicura il Papa, che al termine del suo discorso consegnato al rettore cita Nour, la ragazza siriana salita con lui sull’aereo a Lesbo e fa riferimento alla “paura” dell’occidentale nei confronti dello straniero in quanto potrebbe “minacciare la cultura cristiana dell’Europa”. “A parte il fatto che la prima minaccia alla cultura cristiana dell’Europa viene proprio dall’interno dell’Europa – puntualizza Francesco – la chiusura in sé stessi o nella propria cultura non è mai la via per ridare speranza e operare un rinnovamento sociale e culturale. Una cultura si consolida nell’apertura e nel confronto con le altre culture, purché abbia una chiara e matura consapevolezza dei propri principi e valori”. Di qui l’incoraggiamento del Papa “a vivere l’università come ambiente di vero dialogo, che non appiattisce le diversità e neppure le esaspera, ma apre al confronto costruttivo. Siamo chiamati a capire e apprezzare i valori dell’altro, superando le tentazioni dell’indifferenza e del timore”. “Non abbiate mai paura dell’incontro, del dialogo, del confronto”, l’altro invito: “Mentre portate avanti il vostro percorso di insegnamento e di studio nell’università, provate a domandarvi: la mia forma mentis sta diventando più individualistica o più solidale? Se è più solidale, è buon segno, perché andrete contro-corrente ma nell’unica direzione che ha un futuro e che dà futuro. La solidarietà, non proclamata a parole ma vissuta concretamente, genera pace e speranza per ogni Paese e per il mondo intero. E voi, per il fatto di lavorare e studiare in università, avete una responsabilità nel lasciare un’impronta buona nella storia”.

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