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Papa Francesco: a Roma Tre, oggi “guerra mondiale a pezzi”. No a “industria delle armi”, sì a “nonviolenza”

“Stiamo vivendo una guerra mondiale a pezzi: ci sono conflitti in molte regioni del pianeta, che minacciano il futuro di intere generazioni”. Lo si legge nel discorso scritto, consegnato al rettore, Mario Panizza, nel quale il Papa esorta i presenti a chiedersi: “Come mai la comunità internazionale, con le sue organizzazioni, non riesce a impedire o a fermare tutto questo? Gli interessi economici e strategici hanno più peso del comune interesse alla pace? Sicuramente queste sono domande che trovano spazio nelle aule delle università, e risuonano prima di tutto nelle nostre coscienze”. “L’università è un luogo privilegiato in cui si formano le coscienze, in un serrato confronto tra le esigenze del bene, del vero e del bello, e la realtà con le sue contraddizioni”, afferma Francesco, che come “esempio concreto” cita l’industria delle armi: “Da decenni si parla di disarmo, si sono attuati anche processi importanti in tal senso, ma purtroppo, oggi, malgrado tutti i discorsi e gli impegni, molti Paesi stanno aumentando le spese per gli armamenti. E questa, in un mondo che lotta ancora contro la fame e le malattie, è una scandalosa contraddizione”, la denuncia di Francesco, che esordisce ricordando che “la nostra società è ricca di bene, di azioni di solidarietà e di amore nei confronti del prossimo: tante persone e tanti giovani, sicuramente anche tra di voi, sono impegnati nel volontariato e in attività al servizio dei più bisognosi. E questo è uno dei valori più grandi di cui essere grati e orgogliosi. Però, se ci guardiamo attorno, vediamo che nel mondo ci sono tanti, troppi segni di inimicizia e di violenza”. Di qui l’attualità del Messaggio per la Giornata della Pace di quest’anno, che “propone proprio la nonviolenza come stile di vita e di azione politica”.

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