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Papa Francesco: a Roma Tre, “c’è un’aria di violenza nelle nostre città”, “abbassare il tono” in politica, serve “la pazienza del dialogo”

Roma, 17 febbraio 2017: Papa Francesco all’Università Roma Tre (Siciliani-Gennari/SIR)

“C’è un’aria di violenza anche nelle nostre città”. Lo ha detto il Papa, che a Roma Tre ha consegnato il testo scritto al rettore, Mario Panizza, e ha dialogato per oltre mezz’ora a braccio con gli studenti, rispondendo alle loro domande. A quella di Giulia Trifilio, che gli ha chiesto “quali possono essere le medicine per contrastare le manifestazioni di un agire violento, purtroppo sempre presente nella storia dell’umanità”,  Francesco ha fatto notare che “la tonalità del linguaggio è salita tanto”: “Oggi si parla per strada, a casa, si grida, anche si insulta con una normalità, c’è violenza nell’esprimersi, nel parlare. Questa è una realtà che tutti viviamo: se c’è qualcosa sulla strada, qualche problema lì, prima di domandare cosa è successo, un insulto e poi si domanda il perché”. “Anche la fretta, la celerità della vita ci fa violenti a casa”, il monito del Papa, “e tante volte dimentichiamo a casa di dire: ‘buongiorno’. ‘Ciao, ciao, questi saluti anonimi…”. “La violenza è un processo che ci fa ogni volta più anomimi, ti toglie il nome: anonimi gli uni verso gli altri”, ha avvertito il Papa: “E i nostri rapporti sono senza nome: sì, tu sei una persona con un nome, ma io ti saluto come se tu fossi una cosa. E questo che vediamo qui cresce, cresce, cresce e diviene la violenza mondiale”.

“Nessuno oggi può negare che stiamo in guerra: è una terza guerra mondiale a pezzetti, ma c’è”, ha ribadito Francesco, secondo il quale “bisogna abbassare un po’ il tono e bisogna parlare meno e ascoltare di più. Ci sono tante medicine contro la violenza, ma la prima di tutte è il cuore, il cuore che sa ricevere cosa pensi tu”. “Prima di discutere, dialogare”, il consiglio del Papa: “Se tu pensi differente da me, il dialogo avvicina: non solo avvicina le persone, avvicina i cuori. Col dialogo si fa l’amicizia, si fa l’amicizia sociale”. “In una società dove la politica si è abbassata tanto – sto parlando della società mondiale – si perde il senso della costruzione sociale, della convivenza sociale, e la convivenza sociale si fa col dialogo”, la ricetta del Papa: “E per dialogare, primo: ascoltare”. “Tante volte, questo si vede tanto quando ci sono le campagne elettorali, le discussioni alla tv, prima che l’altro finisca di parlare arriva subito la risposta”, ha osservato Francesco: “Ma aspetta, ascolta bene cosa si dice e poi pensa e rispondi”, il suo consiglio: “La pazienza del dialogo, dove non c’è dialogo c’è violenza”.

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