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Notizie Sir del giorno: Papa Francesco all’università Roma Tre, manifesto di Parole O_Stili, cristiani perseguitati in Iraq, “I ragazzi del Bambino Gesù”

Papa Francesco: a Roma Tre, l’università è luogo di “dialogo nelle differenze”,

L’università, luogo di “dialogo nelle differenze”, dove “c’è posto per tutti”, anche per chi si è salvato da quel “cimitero” che è diventato il Mediterraneo, “Mare nostrum”. Nella sua prima visita ad una università statale italiana, il Papa ha messo da parte il testo scritto, consegnato al rettore dell’Università Roma Tre, Mario Panizza, e ha parlato per più di mezz’ora a braccio, rispondendo alle domande di quattro studenti, tra cui Nour, la ragazza siriana salita in aereo con lui a Lesbo insieme ad altri undici migranti, nell’aprile del 2016. Ora Nour è qui con suo marito e il suo bambino, Riad, e può abbracciare il Papa, come ha fatto la folta rappresentanza dei 40mila studenti che hanno reso omaggio a Francesco con un bagno di folla, nel piazzale antistante all’ingresso principale di Roma Tre, dove l’ateneo – il più “giovane” di Roma – venne fondato 25 anni fa. È a Nour che Francesco risponde – affiancato durante tutto il suo discorso da una traduttrice per la lingua dei segni – quando dice che le migrazioni “non sono un pericolo”, ma “una sfida per crescere”, attraverso l’accoglienza e l’integrazione. Su tutto, l’invito alla “concretezza”, come unico antidoto a quella “liquidità” che mette in pericolo la vita di gran parte dei nostri giovani, con una disoccupazione che in Europa va dal 40 al 60%, sfrutta le nuove generazioni e le espone al pericolo delle dipendenze, fino al gesto estremo del suicidio o all’arruolamento in un esercito terroristico. (clicca qui)

Iraq: patriarca Younan, “è in atto un genocidio dei cristiani”

“Non è una questione di persecuzione contro individui, quello che è in atto in Iraq è un genocidio dei cristiani. In gioco c’è la nostra stessa sopravvivenza come comunità siro-cattolica”. È l’accusa lanciata dal patriarca siro-cattolico Ignace Youssif III Younan, in un’intervista pubblicata dal settimanale diocesano novarese “L’Azione” in preparazione agli incontri che nel fine settimana vedranno la partecipazione, nella diocesi di Novara, dello stesso Younan. “Dal 2014 la nostra comunità vive sradicata dalla Piana di Ninive, ha passato il terzo Natale nei campi profughi con questa atmosfera di desolazione. Non sappiamo quando le varie comunità cristiane potranno tornare nelle loro case”, racconta il patriarca, rilevando che “non sappiamo come convincere la nostra gioventù a farsi coraggio, tornare nelle loro terre e vivere la speranza cristiana”. “La comunità siro-cattolica rischia di scomparire o di vivere completamente sradicata dalla propria terra e di perdere la propria identità”, prosegue Younan, secondo cui “la gente non vede la possibilità di tornare: se emigreranno in Australia o in Canada, il Medio Oriente resterà privo di una componente fondamentale della sua storia, e questi Paesi saranno deprivati di un fattore cruciale per il pluralismo, il rispetto delle differenze,la moderazione nel mondo islamico”. (clicca qui)

Parole O_Stili: presentato il “Manifesto della comunicazione non-ostile”

“In Rete mi hanno insultato tantissimo ma rispondendo in una certa maniera chi lo aveva fatto ha cambiato atteggiamento”. Lo ha detto Gianni Morandi, partecipando all’evento “Parole O_Stili” in corso a Trieste. Con Alberto Fedel, Morandi ha presentato i dieci principi del “Manifesto della comunicazione non-ostile”. Sono: “virtuale è reale”, “le parole danno forma al pensiero”, “condividere è una responsabilità”, “le parole sono un ponte”, “le idee si possono discutere, le persone si devono rispettare”, “anche il silenzio comunica”, “si è ciò che si comunica”, “le parole hanno conseguenze”, “gli insulti non sono argomenti”, “prima di parlare bisogna ascoltare”. Commentandoli, Morandi ha affermato che bisogna “avere il coraggio di dire in faccia ciò che si scrive in rete” anche perché “scritte le parole hanno un valore diverso”. “Leggo le cose che altri scrivono, ascolto, mi piace sentire le opinioni delle persone”, ha aggiunto il cantante che, per primo, ha firmato il Manifesto. “Bisognerebbe musicarne i principi”, ha suggerito Morandi, prima di imbracciare la chitarra e intonare “Un mondo d’amore”, canzone che nel 2017 compie 50 anni. (clicca qui)

Parlamento Ue: Tajani, “dobbiamo cambiare l’Europa, non indebolirla”

Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani “ha accolto con favore l’approvazione” da parte dell’assemblea plenaria di tre rapporti rispettivamente di Guy Verhofstadt, Mercedes Bresso, Elmar Brok, Reimer Böge e Pervenche Berès sul futuro dell’Unione europea. La nota riguarda il voto svoltosi ieri in plenaria a Strasburgo. Secondo Tajani, “dobbiamo avvicinare l’Europa ai cittadini. La posizione del Parlamento sul futuro dell’Europa è chiara: l’Unione deve rispondere alle preoccupazioni dei cittadini e offrire risultati più concreti”. Il Parlamento europeo “è il fulcro di questo impegno a rafforzare l’Europa per renderla più efficace. Noi siamo la voce delle persone e dobbiamo garantire che i cittadini siano al centro del progetto europeo”. I tre documenti delineano – in una risoluzione non legislativa – alcune riforme e linee politiche atte a superare il gap tra cittadini e Ue e a ridare slancio all’attività delle istituzioni comunitarie. “Dobbiamo fare tesoro – commenta Tajani – dei successi degli ultimi sessant’anni, ma anche imparare dai nostri errori. Dobbiamo cambiare l’Europa, non indebolirla. Lo dobbiamo fare per noi e per le generazioni future, che meritano un’Europa più sicura, più prospera e sostenibile, capace di affermarsi come leader globale difendendo i nostri valori nel mondo”. (clicca qui)

“I ragazzi del Bambino Gesù”: mons. Viganò (SpC), “la malattia si può battere”

“La vita dell’uomo non è solo una cronaca asettica di avvenimenti, ma è storia, una storia che attende di essere raccontata attraverso la scelta di una chiave interpretativa in grado di selezionare e raccogliere i dati più importanti”. Richiama le parole di Papa Francesco, monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione (SpC) della Santa Sede, concludendo il suo intervento alla presentazione, questo pomeriggio a Roma, del documentario “I ragazzi del Bambino Gesù”. “La realtà, in se stessa, non ha un significato univoco – avverte Francesco nel Messaggio per la 51a Giornata mondiale per le comunicazioni sociali. “Tutto dipende dallo sguardo con cui viene colta, dagli ‘occhiali’ con cui scegliamo di guardarla: cambiando le lenti, anche la realtà appare diversa”. Di qui la conclusione di mons. Viganò: “La sfida alla malattia è dunque aperta; una sfida che è iniziata da un sorriso, da quando l’abbiamo guardata non solo con tremore, ma anche con possibilità, quella di poterla battere”. (clicca qui)

Valdesi: 17 febbraio 1848; Paolo Ricca (teologo), “il rispetto delle minoranze è termometro di democrazia”

“Come vengono trattate le minoranze è il termometro della democrazia, dove le minoranze sono maltrattate, ignorate, perseguitate o rifiutate la democrazia è debole o addirittura inesistente”. Questo il messaggio oggi della celebrazione del 17 febbraio, data in cui si ricorda l’estensione dei diritti civili ai valdesi nel 1848, e pochi giorni dopo anche agli ebrei, grazie alle Lettere Patenti di re Carlo Alberto. A sottolinearlo è il teologo valdese Paolo Ricca che raggiunto telefonicamente dal Sir, riporta subito la celebrazione di oggi all’attualità: “Questa è la sorte oggi di molte chiese cristiane in Paesi islamici dove sono ridotte al silenzio, soltanto al culto privato e non possono comparire in pubblico. La piccola vicenda dei valdesi non è per niente soltanto una cosa del passato”. L’estensione dei diritti civili ai valdesi e poi agli ebrei dopo secoli di persecuzione e ghettizzazione è stato “un guadagno per tutti, per la democrazia, che non è soltanto mai democrazia politica ma è anche democrazia religiosa, democrazia culturale. È esistenza di una pluralità”. “Il messaggio – spiega il teologo – è quindi implicito nel fatto. E il fatto è che una piccola minoranza a lungo perseguitata, distrutta, discriminata, ghettizzata, è stata riconosciuta come una presenza legittima all’interno di una comunità nazionale che allora era lo Stato sabaudo e poi è diventata l’Italia. Un paese cattolico che riconosce una presenza protestante sia pure appunto minuscola dal punto di vista numerico, però tenace nell’affermare il suo diritto all’esistenza e alla testimonianza: questo è il significato”. (clicca qui)

Mozambico: don Tartari (Brescia), “il ciclone è stato molto forte, ha scoperchiato e distrutto gran parte delle case”

“L’epicentro del ciclone è stato a Mocodoene, a poca distanza dalla missione di Morrumbene. Il ciclone è stato molto forte, ha scoperchiato e distrutto gran parte delle case che sono costruite con fango e lamiera. Anche l’ospedale ha subito gravi danni”. È quanto ha raccontato don Carlo Tartari, direttore dell’Ufficio per le missioni della diocesi di Brescia, in un’intervista pubblicata sul sito internet del settimanale diocesano “La Voce del popolo” a seguito della telefonata che ha avuto con don Piero Marchetti Brevi, sacerdote bresciano “fidei donum” a Morrumbene, in Mozambico, durante la quale lo ha rassicurato circa le sue condizioni di salute e quelle della missione in cui opera. “Si sta prodigando – ha aggiunto don Tartari – per accogliere i feriti dovuti a questo evento che ha causato anche molti morti”. Per questo, “c’era evidentemente una condizione psicologica di grande prova nelle parole e nei toni di don Piero”. “Come Centro missionario diocesano – ha proseguito il direttore – ci siamo sentiti con le ong bresciane Medicus Mundi, Scaip e Svi, oltreché con Cuore Amico, per essere immediatamente disponibili ad accogliere le azioni di aiuto e sostegno alla missione” anche perché “sono presenti là alcuni volontari delle nostre ong che fin da subito si sono attivati con don Piero per essere di aiuto alla popolazione”. Già aperta una raccolta fondi da destinare alle popolazioni colpite nell’area (Iban: IT67T0501811200000000192357 – causale: Emergenza ciclone Mozambico). (clicca qui)

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