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Francia: approvato “ostacolo digitale all’aborto”. Tarquinio (Avvenire), “legge è grave negazione della libertà”

“Non c’è menzogna più pesante e feroce di quella che pretende di ricoprire un misfatto con il manto di un’intenzione virtuosa”, in un’occasione “che ci mette sotto gli occhi una grave negazione della libertà travestita nel suo contrario”, così Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, in un duro editoriale che commenta il voto dell’Assemblea nazionale francese che ha istituito il “reato di ostacolo digitale” all’aborto. A seguito di tale provvedimento infatti, sarà possibile “punire con due anni di carcere e sino a 30mila euro di multa chi s’impegna per la vita e contro l’aborto usando anche i canali della comunicazione digitale”. Una legge frutto di “una politica accecata, perché offuscata dall’ideologia plumbea che associa sempre di più alla morte e non alla vita l’idea di diritto e di libertà”. Tarquinio ricorda il mancato “soprassalto di buon senso politico” e nell’auspicare “che in Francia ci sia un saggio ‘giudice delle leggi’ capace di vedere il sovrano disprezzo per la libertà e per la vita umana che la nuova norma manifesta”, invoca “un soprassalto di consapevolezza tra chi fa il nostro stesso mestiere”. Il riferimento del direttore di “Avvenire” è al “servire responsabilmente la libertà dei lettori, perché è proprio e solo in quella essenziale e civile libertà che si radica la nostra di giornalisti”. Per questo, conclude Tarquinio, “saremmo felici di scoprire di non essere quasi soli nel concerto delle voci dei maggiori giornali nel segnalare la seria ferita alla libertà di pensiero e di coscienza, oltre che al puro senso di umanità, che è stata inferta in Francia”.

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