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Siria: “Ospedali aperti”. Raimondi (Fondazione Gemelli), “ricostruzione del tessuto umano e sanitario non può essere soltanto uno slogan”

“Il supporto della Santa Sede è importante, non sarà semplice ma crediamo che anche con questo contributo potremo farcela”, ha detto Giampaolo Silvestri, segretario generale della Fondazione Avsi che vede “in questo progetto un mezzo per dare speranza alla popolazione stanca e sfiduciata”. “L’iniziativa ‘Ospedali aperti’ è una straordinaria risposta dell’Italia di fronte alla tragedia siriana”, ha scritto il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, in un messaggio letto nel corso della presentazione del progetto. Alfano ha inoltre ricordato che l’Italia, alla conferenza dei donatori di Londra nel febbraio del 2016, ha risposto all’appello per la Siria “con ulteriori 400 milioni di dollari, collocandosi fra i primissimi posti tra i donatori europei”. “Ma l’esperienza ci insegna che raccogliere fondi non è di per sé sufficiente se l’aiuto umanitario non raggiunge tutte le persone in stato di bisogno. Se il compito della diplomazia è di creare le condizioni per la pace quello della cooperazione è infatti di raggiungere le persone più fragili e vulnerabili. Sono sicuro che questa iniziativa allieverà le sofferenze di tanti siriani feriti e farà così onore all’Italia”. Per Giovanni Raimondi, presidente della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli “in Siria si è consumata una tragedia umana di proporzioni epocali. Restiamo tenacemente appassionati al bisogno delle persone: da una grande tragedia che distrugge il tessuto civile, economico e strutturale si esce con piccoli gesti concreti. E la ricostruzione di condizioni di minima assistenza sanitaria è uno dei passi fondamentali. La ricostruzione del tessuto umano e sanitario in quel Paese non può essere soltanto uno slogan: va affrontata con un impegno concreto”. Il progetto “Ospedali Aperti” in Siria può essere sostenuto con una donazione attraverso il sito della fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli e attraverso il sito della fondazione Avsi.

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