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Iraq: Tellesqof (Piana di Ninive), una Messa con il patriarca Sako per celebrare la liberazione da Daesh. Nel villaggio rientrano le prime famiglie cristiane

Qaraqosh (Iraq), chiesa distrutta dallo Stato Islamico

Si svolgerà sabato pomeriggio nella chiesa di San Giorgio a Tellesqof una Messa per la liberazione del villaggio dalle forze del Daesh. Alla Messa seguirà una processione che condurrà i fedeli su una collina vicina al villaggio dove sarà illuminata una grande croce eretta per l’occasione, e dove i festeggiamenti saranno sottolineati dai fuochi d’artificio. Lo rende noto il sito Baghdadhope. La messa inizialmente prevista per il pomeriggio precedente è stata rimandata per attendere l’arrivo da Erbil del patriarca caldeo Mar Louis Raphael I Sako e la delegazione austriaca guidata da monsignor Manfred Scheuer, vescovo di Linz, che proprio venerdì consegnerà al patriarca il premio intitolato al cardinale Franz König e che il giorno dopo compirà un giro nei villaggi cristiani della Piana di Ninive liberati dal Daesh.

Subito dopo la liberazione di quei villaggi il patriarca Sako, aveva disposto la formazione di due commissioni per la loro ricostruzione ed il loro ripopolamento. A presiedere quella per i villaggi afferenti alle cittadine di Telkeif ed Alqosh (compreso anche quindi Tellesqof) è stato chiamato padre Salar Kajo, che ha già iniziato a lavorare coordinando le opere di ristrutturazione e riordino delle case, a cominciare da quelle delle famiglie che hanno espresso il desiderio di tornare a vivere nel villaggio. “La commissione – spiega padre Kajo – è composta da 14 giovani ragazzi provenienti dai centri liberati dalla presenza dell’Isis. Dopo un studio approfondito su come iniziare il processo di ricostruzione la settimana scorsa abbiamo iniziato i lavori nelle case meno danneggiate, ad esempio ripristinando l’erogazione della corrente elettrica, le porte, gli infissi e ridipingendo le pareti. I lavori coinvolgono gruppi di 50 case alla volta e l’obiettivo è il ripristino totale delle 1450 case di Tellesqof”. Tutte le case sono state saccheggiate, alcune totalmente distrutte, altre bruciate o parzialmente danneggiate. “Tutte le chiese e i luoghi religiosi sono stati invece dissacrati e danneggiati”, rivela il parroco che lamenta anche “difficili condizioni di lavoro relative alla mancanza di acqua ed energia elettrica. Quella che non manca però è la voglia di superare tutti gli ostacoli e le difficoltà per ricominciare una vita normale”. Come testimonia il rientro a Tellesqof delle prime famiglie cristiane.

Una tendenza al ritorno che vede “più di 400 famiglie registrate perché le si possa aiutare a riparare le loro case per poi ritornare. 30 famiglie vivono già a Tellesqof e nei prossimi giorni è previsto il ritorno di altre”. Tra i primi bisogni da soddisfare quello dell’istruzione dei bambini e dei giovani “per garantire loro una buona preparazione accademica. Dobbiamo ripristinare il sistema dell’assistenza sanitaria per curare le persone ed evitare l’eventuale diffondersi di malattie, e dobbiamo avere dei mezzi di trasporto che permettano agli studenti di raggiungere le università nelle grandi città per riprendere o continuare il loro corso di studi”.

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