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Giovane suicida a Lavagna: don Buffoli (parroco), “ai ragazzi dico: non siete i vostri sbagli. Giovanni ha voluto bene a tante persone” contro la “legge salva corrotti”

“Ai ragazzi dico due cose. Primo, parlatevi tra di voi e parlate con gli adulti e, secondo, non siete i vostri sbagli, non siete i vostri errori”. A parlare è don Andrea Buffoli, il sacerdote della diocesi di Chiavari che ha celebrato i funerali di Giovanni, il giovane di Lavagna che si è tolto la vita lanciandosi da una finestra di casa sua durante una perquisizione compiuta dalla Guardia di Finanza, in seguito a un controllo all’uscita da scuola. Don Andrea è parroco a Santa Maria di Né, cappellano della Virtus Entella e insegnante di religione. “Agli adulti dico che dobbiamo stare con i ragazzi, che dobbiamo parlare con loro, vivere con loro dove si incontrano, dove giocano, dove vivono. Dobbiamo perdere del tempo con loro e cercare di favorire un tessuto umano intorno ai nostri ragazzi. Stando con i giovani ci accorgiamo che da loro escono le cose migliori”. “Ai suoi amici e ai suoi compagni di classe ho detto che dobbiamo ripartire da qua: la tragedia che è accaduta ci deve insegnare a vivere in modo diverso la nostra vita affinché la vita rifiorisca”. “Nella nostra vita – ha aggiunto il sacerdote – siamo chiamati ad amare, ad essere sale e luce del mondo. Giovanni ha voluto bene e ha amato tante persone. Il suo voler bene non era scontato, era sincero. Gesù inoltre ci invita a essere protagonisti della nostra vita, a non perderla, a custodirla. La nostra vita è come le bandiere: come le bandiere sono belle quando c’è un vento che le muove, così la nostra vita ha un senso solo se è agitata dalla passione dell’amore”. “Giovanni – ha concluso – è stato una bandiera per molte persone: per i suoi compagni di scuola, i suoi amici e i compagni della scuola di calcio”.

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