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Corruzione: Casson, “non c’è lotta reale. In Parlamento si rema contro”

“Non tutti sono d’accordo nella lotta reale alla corruzione. Basta partecipare alla discussione in sede di Commissione Giustizia o in Aula per capire che c’è chi dice di voler lottare contro la corruzione ma in pratica non è così”. Lo ha detto il vice presidente della Commissione Giustizia del Senato (Gruppo Pd), Felice Casson, ospite di “Avanti il prossimo”, il talk show di Tv2000 condotto da Piero Badaloni sottolineando che “quando viene proposto di dare dei mezzi più efficaci alla Polizia giudiziaria e alla Magistratura per fare le indagini e per accelerare i tempi dei processi in realtà qualcuno rema contro. Si arriva sempre ai compromessi al ribasso”. “Il processo penale – ha aggiunto Casson – avrebbe bisogno d’interventi molto più profondi. Il guaio è che sul tema del processo penale, delle intercettazioni telefoniche, della prescrizione il Parlamento e la maggioranza di governo non riescono a trovare una soluzione reale. Tutto quello che viene proposto è solo un palliativo. Si dovrebbe incidere molto più profondamente”.
“Quando all’interno delle Commissioni o nell’Aula del Senato – ha proseguito Casson – vengono proposti emendamenti per alzare il minimo della pena sul reato di corruzione succede una mezza rivoluzione. Ci sono situazioni che non passano all’interno del Parlamento”. “Sul caso Mose ad esempio – ha concluso Casson – la piaga della corruzione c’era e c’è ancora oggi e il sistema penale non è in grado, ma non sarebbe il suo compito, di rimediare a questo problema. L’opera del Mose sembra una macchina per far mangiare soldi oggi e per i prossimi decenni. Rispetto a 20 anni fa la corruzione ha cambiato solo forme e modi di comportamento ma resta un cancro all’interno della vita sociale”.

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