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Card. Parolin: per pace in Siria comunità internazionale non “lesini alcuno sforzo”

L’attività diplomatica della Santa Sede “è principalmente orientata all’edificazione della pace e alla promozione dello sviluppo integrale dell’uomo, nel rispetto della dignità di ogni essere umano e dei suoi diritti fondamentali,  il primo dei quali è l’esercizio della libertà religiosa”. Lo ha detto il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin in una lunga intervista rilasciata a Jean-Marie Dumont e pubblicata oggi su Famille Chrétienne. Il cardinale ha parlato delle “violenze inaudite” commesse da organizzazioni terroristiche come Daesh e ha sollevato “la questione del commercio delle armi, più volte denunciato da Papa Francesco, in considerazione del fatto che esso continua ad alimentare il conflitto”. “Ma ci sono anche – ha aggiunto – questioni legate alle soluzioni adottate per combattere il terrorismo. In passato, a volte, si sono adottati soluzioni unilaterali e metodi che non hanno sempre rispettato l’ordine costituito o le particolari circostanze culturali dei popoli. Inoltre, vi è l’attrazione che il fenomeno ha suscitato tra i giovani in molte parti del mondo”. Secondo il segretario di Stato vaticano il fenomeno deve essere affrontato “a vari livelli, a breve e lungo termine”. “Oltre a una risposta unitaria da parte della comunità internazionale, occorrerebbe risanare i rapporti feriti del tessuto sociale in Medio Oriente, creando fiducia tra le diverse componenti della società, prestando attenzione e dando priorità all’educazione. Occorrono poi progetti innovativi per affrontare le sfide attuali, a partire dall’accoglienza e dall’integrazione degli immigrati. Non si deve, infine, dimenticare il contributo che la religione fornisce alla società, attraverso il dialogo interreligioso, occasione privilegiata per costruire ponti, dalla consapevolezza comune che – come affermato dal Papa – “non si può uccidere in nome di Dio”.

Riguardo infine il conflitto in Siria, Parolin ricorda l’appello di Papa Francesco di porre fine a ogni violenza, “invitando tutti antagonisti a privilegiare la via del dialogo e della riconciliazione. In effetti, la Santa Sede ha ribadito l’importanza della ricerca di una soluzione diplomatica e politica del conflitto, tenendo conto delle legittime aspirazioni del popolo siriano così come della volontà della comunità internazionale, che non dovrebbe lesinare alcuno sforzo per promuovere la pace in Siria e anche garantire la stabilità di tutta la regione”.

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