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Brasile: i vescovi sull’avanzata del pentecostalismo, “rafforzare il clima di famiglia nelle parrocchie”

Una riflessione approfondita sul fenomeno del pentecostalismo e del neopentecostalismo. È quella condotta il 14 e 15 febbraio dal Consiglio episcopale pastorale della Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb), riunito a Brasilia, con l’obiettivo di conoscere meglio queste realtà e di adottare alcune scelte pastorali per fare fronte all’avanzata continua nel Paese delle comunità pentecostali. Punto di riferimento per la discussione è stata la relazione di dom Francisco Biasin, vescovo di Barra do Piraí-Volta Redonda e presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. È necessario “rendere più agile la nostra attenzione sociale”, ha proposto dom Biasin, il quale ha spiegato che spesso le motivazioni per cui si lascia la Chiesa cattolica sono materiali e relative a bisogni concreti. Spesso la persona è conquistata da una promessa di aiuto materiale e i pentecostali appaiono nei momenti di sofferenza, come nel caso degli incidenti. La domanda che a volte si pone la gente è: “Perché in queste circostanze si rendono conto della gravità della situazione, si fanno presenti e noi invece no?”.

Un secondo aspetto della relazione ha toccato invece la necessità di promuovere piccole comunità che abbiano dei laici come riferimento. Il vescovo ha affermato: “Abbiamo parrocchie così grandi che, in generale, i nostri fedeli non si sentono a casa, ma lasciati soli e abbandonati; mentre si sentono a casa , accettati, apprezzati e accolti in piccole comunità di gruppi pentecostali”. Una possibile risposta è allora quella, per la Chiesa cattolica, di “rafforzare il clima di famiglia nelle parrocchie” attraverso piccole comunità, gruppi di preghiera, gruppi giovanili e altre simili iniziative, investendo decisamente nella formazione dei laici. Una terza proposta, da parte di dom Biasin, è stata quella di “investire sulla catechesi e sulla formazione biblica”, dato che nella maggioranza dei casi “le persone che aderiscono al pentecostalismo provengono da aree rurali, sono ingenue e prive di un sufficiente approfondimento sulla loro fede”. “Coltivare la spiritualità e discernere la dimensione carismatica della Chiesa” è un’altra raccomandazione: “I pentecostali cercano un’esperienza spirituale; desiderano sperimentare la presenza dello Spirito Santo e la potenza di Dio subito, qui e ora”. Al contrario, “le nostre liturgie e la nostra dottrina sembrano molto fredde, astratte, intellettualizzate, come se fossero lontane dall’esperienza umana”. I vescovi hanno continuato il dibattito, riconoscendo la centralità delle questioni poste.

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