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Siria: Katti (medico Aleppo), “rimuovere l’embargo. Servono medicine”

“Da quando Aleppo è stata liberata il numero dei feriti si è ridotto ma non c’è ancora sicurezza”. Sono parole di Emile Katti, direttore dell’Ospedale La Speranza (AL Rajaa) di Aleppo (Siria), rilasciate a Acs-Italia. “I jihadisti di al-Nusra sono a meno di 3 km da noi, a sud-ovest, e lanciano razzi in un quartiere che dista 1 km da noi. Qualche giorno fa ci sono stati almeno 3 morti e 40 feriti”, spiega il medico che ha inviato anche un video.

Uno dei nodi ancora da sciogliere è l’embargo. L’appello di Katti è ai responsabili occidentali “affinché venga rimosso. Se i macchinari si guastano non possiamo ripararli perché gli ingegneri biomedici hanno abbandonato Aleppo e non vogliono tornare a causa dei rischi. Non possiamo neanche comprarne di nuovi per la mancanza di fondi aggravata dalla svalutazione della lira siriana”. Oltre ai macchinari mancano le medicine. “I farmaci per le patologie comuni sono disponibili, ma mancano quelli specifici per le patologie croniche gravi. Il nostro lavoro è salvare le vite, e non possiamo farlo se causa embargo non ci vengono garantiti gli strumenti”.

In città è emergenza acqua e luce: “da 2 mesi l’Isis ha bloccato il flusso d’acqua a metà strada fra Raqqa ed Aleppo. In città ci sono 130 pozzi statali ma non sono sufficienti. Bisogna riattivare quanto prima questo flusso d’acqua per servire i 3 milioni di aleppini. Oltre all’acqua manca l’elettricità. Da 4 anni si usano generatori elettrici che dovrebbero essere attivati solo in caso di carenza temporanea. Non sono progettati per un uso prolungato, per cui ogni tanto si guastano oppure esplodono”. L’elenco dei problemi più gravi e urgenti prosegue con la mancanza di carburanti e gasolio per riscaldamento. “Da 2-3 settimane manca la benzina. Non c’è gasolio per il riscaldamento e da 2 mesi fa freddissimo. Qualche settimana fa le minime notturne hanno toccato -6°”. In risposta all’appello del medico Acs-Italia sta mettendo a punto un progetto per Aleppo: ““Chiedo agli italiani di non dimenticare i fratelli siriani vittime della guerra ormai da 6 anni. Aleppo è uguale ad Hiroshima senza la bomba atomica. Molte famiglie non hanno lavoro, per cui vi chiedo di aiutare i poveri affinché possano disporre delle medicine, del cibo e di alloggi ristrutturati”. La Fondazione Aiuto alla Chiesa che soffre dal 2011 al 2016 nella sola Aleppo ha finanziato progetti per 2.458.731 euro.

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