Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi: Cremona, “vivo rammarico” per “fuorviante accostamento” Caritas ad arresto migrante e “discutibile utilizzo immagini di ambienti parrocchiali”

“Vivo rammarico per il fuorviante accostamento del proprio nome alla vicenda giudiziaria che ha riguardato un profugo”. A esprimerlo è la Caritas diocesana di Cremona, in una nota della diocesi, dopo le notizie apparse sui mezzi di comunicazione locali circa l’arresto per spaccio di stupefacenti di un migrante ospite della Casa dell’accoglienza. L’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, nella nota, sottolinea pure “il discutibile utilizzo di immagini di ambienti parrocchiali cittadini, indebitamente associate al reato contestato”. “Tale associazione – prosegue la nota – dimentica l’impegno quotidiano che Caritas opera a favore degli ultimi attraverso le proprie strutture: centro d’ascolto, dormitorio, centro di prima accoglienza (in convenzione con il Comune di Cremona) ecc. In questi luoghi, autentici ospedali da campo secondo la definizione di Papa Francesco, ogni giorno vengono accolte, ascoltate e aiutate decine di persone grazie all’impegno di operatori e volontari. Molte di queste persone sono spesso accompagnate o indirizzate alle strutture Caritas, a qualsiasi ora del giorno e della notte, da parte di sacerdoti, volontari, associazioni, enti locali, forze dell’ordine ecc. Tutto questo lavoro silenzioso che caratterizza il mandato statutario di Caritas avviene quotidianamente, 365 giorni l’anno, senza alcun titolo in prima pagina o nei telegiornali”. La diocesi ricorda che dal 2014 a oggi nella Casa dell’accoglienza “sono stati accolti e transitati oltre 680 richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, secondo gli accordi e le convenzioni stipulate con la Prefettura di Cremona. Coloro che hanno contravvenuto alle leggi, una piccolissima minoranza, sono stati prontamente allontanati dalla Casa dell’accoglienza secondo le modalità concordate con le forze dell’ordine, con le quali è costante il rapporto di collaborazione per garantire la legalità dentro e nei pressi della struttura”.

© Riproduzione Riservata
Territori