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Card. Martini: Garzonio (Ambrosianeum), “scienziato della Scrittura, pastore dal cuore grande, ottimo comunicatore”

“Una comunità fondata sulla Parola, vicina agli ultimi, ‘lieta e leggera’, ma anche lievito nella società, piccolo granello di senape che accoglie le sfide poste dal mondo e s’impegna ad annunciare il messaggio di Gesù nelle pieghe della storia”. È la visione di Chiesa del cardinale Carlo Maria Martini secondo Marco Garzonio, il presidente della Fondazione Ambrosianeum. In un’intervista al Sir in occasione del 90° della nascita del gesuita che guidò l’arcidiocesi di Milano dal 1979 al 2002, Garzonio evidenzia i molti “punti di contatto” tra Martini e Papa Francesco come “la centralità della Bibbia, la dimensione ecumenica, il ruolo della donna nella Chiesa, il costante richiamo al ‘sogno’, l’attenzione agli ultimi”. Martini “partiva dal testo biblico per comprendere l’umanità e il mondo, così da portarvi la luce della fede”, spiega il presidente dell’Ambrosianeum, secondo cui “il convegno sulla carità, del 1986, ha rappresentato la ‘conversione’ di Martini alla città, e viceversa. Il passaggio da ‘scienziato della Scrittura’ a pastore dal cuore grande”. “Tutto ciò avveniva – ricorda Garzonio – nel contesto della ‘Milano da bere’, tutta affari e politica. La diocesi guidata da Martini segnalava invece uno sgretolamento del tessuto sociale, la presenza diffusa della povertà e richiamava alla responsabilità della solidarietà”. Per Garzonio, il cardinale “era un ottimo comunicatore perché era una persona e un cristiano autentico”, convinto che “una Chiesa che discute al suo interno, che ha qualcosa da dire al mondo, poi può e deve comunicare”.

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