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Welfare municipale: don Mastrantuono (Azione Cattolica), “Chiesa ha futuro” se è “principio sociale di trasformazione e integrazione”

“La Chiesa avrà un futuro” se “sul territorio opera come principio sociale di trasformazione e di integrazione”. Ne è convinto don Antonio Mastantuono, vice assistente generale dell’Azione Cattolica italiana, nella lectio tenuta questa sera, giornata di apertura del convegno degli amministratori locali in corso fino a domani a Roma sul tema “Dal benessere al buon vivere. Progettare il nuovo welfare municipale”. Riflettendo sul compito dei cristiani oggi, don Mastantuono riconosce che “talvolta il principio religioso è un principio generatore di violenza più che un principio unificatore”, eppure, se “il punto di partenza è la torre di Babele, il punto di arrivo è la Gerusalemme celeste”. Premessa ineludibile, “la comprensione della Chiesa come principio trasformatore”; punto di riferimento, la lettera di Paolo ai Galati. “La Chiesa intesa come principio di trasformazione – la tesi del sacerdote – non può che esistere a partire dal quotidiano, strutturando la sua figura sul locale, sul territorio, sullo spazio contraddistinto dalle relazioni brevi, quelle relazioni fondamentali che custodiscono la nostra identità”. Non a caso “è la parrocchia la struttura più capace di rendere presente il cristianesimo anche nella nostra società attuale”. La Chiesa, prosegue, “abita il quotidiano per allargarne i confini e le dimensioni”, e la carità “è il punto di confine, il luogo in cui tutta la Chiesa è ‘costretta’ a misurarsi col diverso da noi che ci interroga e che è lì coi suoi bisogni: è il luogo in cui la Chiesa scopre di non potersi chiudere all’ascolto del quotidiano, pena la perdita della sua capacità di annuncio, della sua memoria, del suo messaggio di salvezza”.

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