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Vita: Casini (Univ. Cattolica), “nelle sedi istituzionali europee manca un dialogo sul concepito”

“Nelle sedi istituzionali europee manca un dialogo sul concepito. L’Unione europea sul tema della vita nascente è oggi lontana da quanto insegnato da Madre Teresa che, vivendo da povera, ha ribadito che il bambino mai nato è il più povero fra i poveri. Lo ha ricordato anche quando è stata insignita del premio Nobel per la pace. Responsabili di questa posizione contro la vita sono tutte le operazioni culturali che portano al ‘rifiuto dello sguardo’, al non voler parlare e al non essere interessati. Occorre invece tornare alla carica”. Così Marina Casini, docente di bioetica all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in occasione del convegno per la celebrazione della 39ma Giornata per la vita (5 febbraio), organizzato oggi alla Camera dei deputati dal Movimento per la vita. La docente ha ricordato le origini della Federazione europea “One of us” per la vita e la dignità dell’uomo, composta da molti scienziati e nata su ispirazione degli insegnamenti della Santa di Calcutta, che negli anni ha portato ad alcune iniziative legislative popolari. “Mettiamoci – ha aggiunto – nel solco di Madre Teresa e dietro a lei diciamo che il concepito è uno di noi”. Oggi “non siamo capaci di essere solidali verso l’embrione. Eppure è vita. Un caso è poi l’obiezione di coscienza: gli obiettori sono sotto attacco perché ricordano che c’è un essere umano concreto e presente. Danno voce a chi non ce l’ha. È in atto – ha concluso – una minaccia ai diritti dell’uomo. Riportarlo al centro può essere un modo per recuperare terreno nella difesa dei diritti”.

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