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Teologia e pastorale: mons. Castellucci (Issr Modena), “non sono binari paralleli, ma ingredienti della stessa torta”. Valorizzare apporto dei laici e delle donne

“Teologia e pastorale non sono binari paralleli, ma ingredienti della stessa torta”. A usare la  metafora è stato mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e moderatore dell’Issr di Modena, intervenendo oggi al convegno nazionale delle facoltà teologiche e degli Issr, in corso a Roma fino a domani. Papa Francesco, ha fatto notare il relatore, parla di “discernimento” collegandolo con la riforma della Chiesa affidata “ad ogni Chiesa locale”, ed è un compito che spetta a tre soggetti: “l’intero popolo di Dio, i teologi e il magistero”. “Se lo specifico dei laici – ha osservato Castellucci – è declinare il Vangelo nel mondo, il fare teologia da parte dei laici non potrà non arricchire la teologia e la pastorale della dimensione più aperta alla storia”. Senza contare il “genio femminile”, cioè l’apporto delle teologhe, “più sensibile alla globalità e alla dimensione interiore, rispetto a quello maschile più freddo e più portato al particolare”. Quanto alla figura del docente di teologia, secondo il relatore “l’ideale non è né il topo di biblioteca, che sa tutto dei libri e fornisce interpretazioni di interpretazione, né l’animale da cortile, che si accontenta di narrare esperienze e consacrare prassi”. Il “popolo di Dio” arricchisce il lavoro dei teologi”, ma troppo spesso ha una fede “immediata, spontanea, sentimentale”: “il che non vuol dire che sia falsa – ha precisato il relatore – ma che deve guadagnare maggiore consapevolezza”. “Accompagnare, discernere, integrare”, tre imperativi di Francesco nell’Amoris Laetitia, che chiedono un “metodo radicalmente mutato” rispetto allo schema classico del “vedere, giudicare, agire”. “Accompagnare – ha commentato ancora – è più coinvolgente di vedere, discernere è più impegnativo che giudicare, integrare è più compromettente di agire”. “Valorizzare i laici formati in teologia e scienze religiose”, l’invito rivolto alle diocesi da mons. Castellucci, che ha auspicato che facoltà teologiche e Issr divengano “cucine dove vengono usati con competenza ingredienti teologici e pastorali, in un discernimento comunitario che il Papa, nel memorabile discorso pronunciato per la commemorazione dei 50 anni del Concilio, ha definito sinodalità”.

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