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Società: mons. Leuzzi (Roma), “costruire soggettività sociale attraverso la famiglia”

“È attraverso la famiglia che si costruisce la soggettività sociale”. Così monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma, commentando il messaggio della Cei per la Giornata per la vita (5 febbraio), in occasione del convegno organizzato oggi alla Camera dei deputati dal Movimento per la vita. “Oggi – ha proseguito il vescovo – con questo evento diamo il via alla Settimana della vita che si concluderà domenica con l’Angelus del Papa. La Giornata annuale è una grande occasione per ripensare la soggettività sociale. Dove l’uomo è accolto per quello che è e non per quello che fa”. “La vita dell’uomo – ha spiegato Leuzzi – non coincide con un’esistenza astratta ma con una realtà concreta” e, in questo contesto, “socializzare significa entrare in rapporto con gli altri; il definirsi ‘tutti noi’ nel cambiamento d’epoca non garantisce lo stare insieme. Il ‘tutti noi’ va identificato sempre più nella forma del divenire e non può garantire la storicizzazione dell’uomo. Il ‘tutti noi’ avvia un progetto sociale in cui l’uomo non è un generato. La soggettività sociale non è infatti semplice relazione”. “Nel cambiamento d’epoca – ha aggiunto – , il ‘tutti noi’ non è in grado di sostenere la progettualità come il ‘noi tutti’. “È possibile una socializzazione neutra? Nel cambiamento d’epoca che viviamo oggi assolutamente no. La sfida grande posta davanti all’uomo è costruirsi nella produttività o nella gratuità. Papa Francesco ha augurato il superamento del ‘tutti noi’ per arrivare a un ‘noi tutti’. Il ‘noi tutti’ è manifestazione della realtà storica. Essere di più – ha concluso -, non come prodotto, ma come soggetto che contribuisce alla soggettività sociale”.

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