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Regno Unito: Brexit arriva a Westminster. Tempi rapidi per lo “European Union Bill”, poi i negoziati con l’Ue

Soltanto cinque giorni per discutere ed esaminare a fondo la legislazione che precede l’invocazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona che dà il via al Brexit. I deputati di Westminster cominceranno martedì prossimo, 30 gennaio, il dibattito su una proposta di leggere veramente ridotta al minimo, soltanto due clausole e 137 parole, che dà al premier il potere di cominciare il divorzio dall’Unione europea. La Camera dei Comuni continuerà il suo lavoro concludendo il 7 febbraio, quando la parola passerà ai Lords. Lo “European Union Bill”, questo il nome della legge, è uno dei più brevi della storia del parlamento britannico, pensato proprio per accelerare al massimo i tempi, evitare gli emendamenti e riuscire a raggiungere quel traguardo della fine di marzo che il primo ministro Theresa May (che oggi è a Washington per incontrare il presidente Usa Trump) promette da mesi. Insomma ai deputati, sia del partito di governo che quello di opposizione, hanno chiesto di dire sì e approvare senza remore eccessive. Tutto dovrebbe procedere senza ostacoli, ma non è detta l’ultima parola. L’Europa divide da sempre, profondamente, sia il partito conservatore al potere che quello laburista. Jeremy Corbyn, il leader Labour, ha deciso di obbligare i suoi deputati a votare per il Brexit, ma si tratta di una linea molto impopolare che ha già provocato le dimissioni della ministra ombra Tulip Siddiq. “Non posso tradire chi mi vota”, ha detto la ministra, eletta in un collegio dove il 75% dei cittadini ha votato per rimanere nell’Unione europea.

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