Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Minoranze perseguitate: Unicef, a Roma mostra fotografica di ragazze yazide sfuggite all’Isis

Sguardo fiero e una macchina fotografica sulle ginocchia. Sono poco più che ventenni le cinque ragazze yazide protagoniste del progetto fotografico voluto dall’Unicef per raccontare la vita nel campo profughi di Khanke in Iraq. Nelle loro giovani vite hanno già conosciuto dolore e schiavitù. Per mesi sono state nelle mani degli uomini dell’Isis da cui sono riuscite a sfuggire grazie alla loro forza e coraggio. Ora invece, attraverso l’impegno dell’organismo internazionale e una giornalista, Shayda Hessami, possono raccontare le proprie vite nel campo attraverso l’obiettivo della macchina fotografica. Il lavoro artistico, finanziato dalla stessa Unicef, da Rdo, un’associazione non profit locale, e dal ministero della Difesa italiano, sarà in mostra al MAXXI di Roma fino a domenica 29 gennaio. “Le condizioni di vita sono molto dure nel campo. Ma ciascuno cerca di migliorarle”, ha raccontato oggi a Roma una di loro, durante un incontro che si è tenuto nella sede dell’Unicef. Ziina, in particolare, voce da bambina e aspetto gentile, sogna di diventare una giornalista e fotografa famosa per raccontare le storie delle persone e di insegnare le tecniche imparate durante il progetto ai coetanei”. Il popolo yazida è il più perseguitato al mondo. Si conta abbia subito negli ultimi anni 73 episodi di persecuzione ma è difficile che l’informazione o la politica internazionale parli di loro. La loro religione li porta ad essere odiati dall’Isis e soprattutto le ragazze, le più giovani, sono rapite per essere sfruttate come schiave.

© Riproduzione Riservata
Mondo