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Giorno della memoria: Auschwitz-Birkenau, “impossibile definire numero di prigionieri e morti nelle camere a gas”

Le celebrazioni del 72° anniversario della liberazione del campo nazista di Auschwitz-Birkenau (Polonia), dove dal 1940 al 1945 persero la vita da 1,1 a 1,5 milioni di persone, quest’anno sono dedicate al “tempo”. Come simbolo è stato scelto un vecchio orologio da taschino rinvenuto da archeologi sul terreno dove sorgevano le camere a gas e i forni crematori del campo di sterminio. Come sottolineano i custodi del lager, “la memoria è una lotta contro il tempo che inesorabilmente ci allontana dalle vittime”. “La maggior parte delle vittime di Auschwitz, costituita da ebrei portati al campo con dei treni merci, perirono nelle camere a gas e non figurano negli elenchi di prigionieri”, ricordano i custodi del museo del campo. Il numero di prigionieri regolarmente annotati nei registri supera i 400mila. Fra questi vi sono nomi di 200mila ebrei, 140mila polacchi, 20mila rom e sinti, oltre 10mila prigionieri di guerra sovietici, e più di 10mila prigionieri di altre nazionalità. Secondo le stime degli esperti oltre la metà di loro perse la vita ad Auschwitz o uno dei sottocampi nazisti. Poco prima della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata rossa, avvenuta il 27 gennaio 1945, i nazisti distrussero la documentazione riguardante le loro attività criminali, e quindi oggi, secondo gli studiosi, “non è possibile stilare un elenco completo di prigionieri”.

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