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Clima: card. Turkson (Santa Sede), “no a investimenti in fonti fossili”. “Banche agiscano per bene comune”

“Usare il nostro denaro per disinvestire dalle fonti fossili e investire in energie rinnovabili” per rompere il legame perverso tra finanza e cambiamenti climatici. Con un invito alle banche “coinvolte di questi tempi in scandali finanziari, evasioni, operazioni speculative, a fare le cose in maniera diversa ed agire in funzione del bene comune”: lo ha detto oggi a Roma il card. Peter Turkson, prefetto del nuovo Dicastero per la promozione per lo sviluppo umano integrale, durante il convegno internazionale sulla “Laudato sì e gli investimenti cattolici” in corso alla Pontificia Università Lateranense, per iniziativa di molte realtà della società civile europea e nordamericana tra cui Focsiv, Cidse, le Unioni dei superiori generali e delle Superiori generali, Cafod, Trocaire. La Santa Sede ha già ospitato tre incontri sull’impatto degli investimenti sul clima, e molti istituti religiosi e organizzazioni cristiane stanno adottando queste buone pratiche, seguendo le indicazioni del movimento “Divestment” lanciato nel 2011 da un gruppo di studenti americani: oggi 680 istituzioni in tutto il mondo (università, istituti religiosi, compagnie di assicurazione) si sono impegnate a ritirare i propri investimenti da quei soggetti che operano nel settore dei combustibili fossili. In Italia è attiva la campagna #DivestItaly.

Dopo le chiare indicazioni contenute nell’enciclica di Papa Francesco la Santa Sede, ha precisato poi il card. Turkson ai giornalisti, “non ha ancora formulato una strategia. Il carattere della dottrina sociale è lanciare i principi, poi l’applicazione va lasciata alle varie Chiese, perché le situazioni sono diverse”. “L’evento di oggi – ha affermato – ci dà l’occasione e la possibilità di esprimere questa intenzione. Quando investiamo soldi dobbiamo chiedere come verrà usato il nostro denaro. Abbiamo l’obbligo di realizzare una sorta di giustizia ecologica. È in gioco la nostra coerenza e dignità. Il Papa nell’enciclica cita le posizioni di tantissime Conferenze episcopali riguardo al clima e questa è una novità. È ora che le Chiese locali agiscano. Questa è la sussidiarietà della Chiesa”. A chi contesta che togliere finanziamenti alle imprese di combustibili fossili possa provocare la perdita di posti di lavoro il card. Turkson ha fatto notare che il carbone, ad esempio, “può essere utilizzato per la produzione di altri materiali, come i cruscotti delle automobili”. “La nostra casa comune – ha concluso – non deve diventare un posto dove si produce solo anidride carbonica da scaricare nell’atmosfera. Si tratta di riconoscere la necessità dell’abbandono progressivo dei combustibili fossili. Anche se il progresso sarà lento l’importante è non restare fermi accettando passivamente le fonti che inquinano”.

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