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Visita del Papa alla parrocchia di Guidonia: don Leonel (viceparroco), “da lontano vediamo S. Pietro, ora da vicino vedremo il vicario di Cristo”

“Da lontano vediamo san Pietro, siamo oltre il raccordo: ora da vicino vedremo il vicario di Cristo”. Mancano ormai poche ore all’arrivo di Papa Francesco, e don Leonel Alejandro Torres Lara, viceparroco della parrocchia di Santa Maria a Setteville, descrive così al Sir il clima di attesa e di gioia sempre più palpabile nella comunità di circa 6mila abitanti, dei quali più del 20 per cento – soprattutto giovani e giovani famiglie numerose – partecipa attivamente alla vita parrocchiale. “Siamo l’ultima parrocchia della diocesi di Roma, poi inizia la diocesi di Tivoli”, sottolinea don Leonel soffermandosi sull’identità “di frontiera” di quella che il Papa, con un annuncio a sorpresa, ha scelto come prima parrocchia della diocesi da visitare nel 2017, dopo la pausa dell’Anno giubilare. Molto indicativa la finalità principale della visita di Francesco: la sollecitudine verso don Giuseppe Bernardino, 47 anni, già viceparroco molto amato dalla sua comunità, gravemente malato di sclerosi laterale amiotrofica da due anni: sarà lui che il Papa visiterà per primo. Qual è la cosa che più vi sta a cuore che “arrivi” a Francesco, del vostro “ritratto” di parrocchia? Giriamo questa domanda a don Leonel, che ci risponde senza esitazione: “Vogliamo testimoniare che l’annuncio del Vangelo crea un ambiente cristiano, e questo ambiente cristiano ci sostiene nei combattimenti, ci cambia piano piano”. “Don Gino in questi 20 anni ha cambiato un ambiente”, il tributo al parroco di via Ludovico Muratori, don Luigi Tedoldi, per tutti “don Gino”, appunto. Ad accogliere il Papa sarà proprio lui, parroco dal 1996.

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