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Sinodo sui giovani: documento preparatorio, no a “improvvisazione e incompetenza”. Servono “adulti degni di fede”

“Tutta la comunità cristiana deve sentirsi responsabile del compito di educare le nuove generazioni”. È quanto si legge nella parte finale del documento preparatorio del Sinodo sui giovani, in cui si auspica il “coinvolgimento dei giovani negli organismi di partecipazione delle comunità diocesane e parrocchiali, a partire dai consigli pastorali”. No, quindi, “all’improvvisazione e all’incompetenza”, sì invece al “compito di pensare, concretizzare, coordinare e realizzare la pastorale giovanile in modo corretto, coerente ed efficace”, attraverso “una preparazione specifica e continua dei formatori”. Servono “adulti degni di fede, credenti autorevoli, con una chiara identità umana, una solida appartenenza ecclesiale, una visibile qualità spirituale, una vigorosa passione educativa e una profonda capacità di discernimento”. A volte, invece, “adulti impreparati e immaturi tendono ad agire in modo possessivo e manipolatorio, creando dipendenze negative, forti disagi e gravi controtestimonianze, che possono arrivare fino all’abuso”. “Insostituibile” il ruolo educativo svolto dalle famiglie, “decisivo” l’incontro “con figure ministeriali capaci di mettersi autenticamente in gioco con il mondo giovanile”. Senza contare i “tanti insegnanti cattolici impegnati come testimoni nelle università e nelle scuole di ogni ordine e grado”.

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