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Sinodo sui giovani: documento preparatorio, “incontrare, accompagnare, prendersi cura di ogni giovane”. “Che non si perdano su strade di violenza o di morte”

“Attraverso il percorso di questo Sinodo, la Chiesa vuole ribadire il proprio desiderio di incontrare, accompagnare, prendersi cura di ogni giovane, nessuno escluso”. Comincia così la seconda parte del documento preparatorio del Sinodo sui giovani. “Non possiamo né vogliamo abbandonarli alle solitudini e alle esclusioni a cui il mondo li espone”, prosegue il testo. “Che la loro vita sia esperienza buona, che non si perdano su strade di violenza o di morte, che la delusione non li imprigioni nell’alienazione”, l’auspicio, affinché ogni giovane possa sperimentare “la fiducia di non essere abbandonato alla mancanza di senso e al buio della morte e la speranza di poter esprimere la propria originalità in un percorso verso la pienezza di vita”. Sulla scorta della “sapienza della Chiesa orientale”, nel testo si parla di “tre nascite”: “la nascita naturale come donna o come uomo in un mondo capace di accogliere e sostenere la vita; la nascita del battesimo e poi una terza nascita, quando avviene il passaggio ‘dal modo di vita corporale a quello spirituale’, che apre all’esercizio maturo della libertà”. Di qui la necessità di “accompagnarli lungo questo percorso, affiancandoli nell’affrontare le proprie fragilità e le difficoltà della vita, ma soprattutto sostenendo le libertà che si stanno ancora costituendo”. La Chiesa, a partire dai suoi pastori, “è chiamata a mettersi in discussione e a riscoprire la sua vocazione alla custodia con lo stile che Papa Francesco ha ricordato all’inizio del suo pontificato”.

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