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Sinodo sui giovani: documento preparatorio, generazione sempre più “iperconnessa”, fondamentali “le scelte”

“Le giovani generazioni sono oggi caratterizzate dal rapporto con le moderne tecnologie della comunicazione e con quello che viene normalmente chiamato ‘mondo virtuale’, ma che ha anche effetti molto reali”. È quanto si legge nel documento preparatorio del Sinodo sui giovani, in cui si fa notare che il mondo digitale “offre possibilità di accesso a una serie di opportunità che le generazioni precedenti non avevano, e al tempo stesso presenta rischi”. Per questo è “di grande importanza mettere a fuoco come l’esperienza di relazioni tecnologicamente mediate strutturi la concezione del mondo, della realtà e dei rapporti interpersonali e con questo è chiamata a misurarsi l’azione pastorale, che ha bisogno di sviluppare una cultura adeguata”. Nel testo, si evidenzia la centralità delle “scelte” che sono chiamati a compiere i giovani, in un contesto di “fluidità e precarietà”. Oggi, la denuncia, “si rifiuta che costruire un percorso personale di vita significhi rinunciare a percorrere in futuro strade differenti: ‘Oggi scelgo questo, domani si vedrà’. Nelle relazioni affettive come nel mondo del lavoro l’orizzonte si compone di opzioni sempre reversibili più che di scelte definitive”. In questo contesto, “i vecchi approcci non funzionano più e l’esperienza trasmessa dalle generazioni precedenti diventa rapidamente obsoleta”. “Rischia”, perché “chi non rischia non cammina”, l’imperativo ai giovani sulla scorta del Papa, anche se gli ostacoli sono tanti. Il mondo degli adulti, da parte sua, deve rispondere a quell'”emergenza educativa” già segnalata da Benedetto XVI.  “L’innovazione sociale esprime un protagonismo positivo che ribalta la condizione delle nuove generazioni”, l’assunto del documento: “Da perdenti che chiedono protezione dai rischi del mutamento a soggetti del cambiamento capaci di creare nuove opportunità. È significativo che proprio i giovani – spesso rinchiusi nello stereotipo della passività e dell’inesperienza – propongano e pratichino alternative che mostrano come il mondo o la Chiesa potrebbero essere. Se nella società o nella comunità cristiana vogliamo far succedere qualcosa di nuovo, dobbiamo lasciare spazio perché persone nuove possano agire”.

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