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Ospedale Bambin Gesù: Enoc ad “Avvenire”, “ospedale aperto senza dimenticare le periferie”

Essere “un ospedale aperto. Innanzitutto perché i frutti della ricerca scientifica devono essere resi disponibili e diffusi il più possibile”. E poi aperto all’accoglienza “dei bimbi che non potrebbero essere curati nel loro Paese, di quelli delle tante periferie. A partire da Roma, con gli interventi nei campi rom al Casilino. Senza dimenticare le periferie del mondo”. E’ il programma di Mariella Enoc, presidente dell’ospedale Bambino Gesù, nei giorni scorsi confermata per altri quattro anni alla guida del nosocomio, che parla in un’intervista ad Avvenire. I primi due anni del suo mandato, racconta Enoc, “sono stati un’ immersione di conoscenza per capire il valore dell’ opera che avevo tra le mani. All’ inizio ho molto faticato, ma con il tempo ha capito che il Bambino Gesù è un centro straordinario sia per la ricerca scientifica, sia per la cura che viene data ai bambini, sia per la capacità di relazione con le famiglie. Così ho cercato di far emergere questi aspetti positivi, perché mostrassero il volto più bello dell’ ospedale”. E ora il lavoro prosegue “per rendere il Bambino Gesù un centro sempre più trasparente, sempre più opera di carità, con una grande attenzione alla ricerca e alla formazione dei giovani”.

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