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Ospedale Bambin Gesù: Enoc ad “Avvenire”, attenzione al mondo per portare “soluzioni definitive” e non “aiuto sporadico”

“Concentrarsi su alcuni territori, perché le nostre opere portino soluzioni definitive ai problemi, non solo un aiuto sporadico”. Mariella Enoc, confermata per altri quattro anni dalla Santa Sede alla guida dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, in un’intervista ad Avvenire racconta l’attenzione del nosocomio verso le “periferie del mondo”, da Bangui a Karak, fino a Betlemme. Nella capitale della Repubblica Centrafricana il Bambin Gesù si è fatto carico – su richiesta del Papa –  del centro pediatrico, “poi Francesco ci ha affidato lì altri progetti a cui tiene, come le case per i profughi – finora ne abbiamo sistemati circa 5mila – le scuole, e un programma sull’ agricoltura. La volontà è aiutare un Paese, non soltanto un ospedale; pensiamo di concludere tutto entro un anno e mezzo”. L’impegno è pure “per far crescere anche un altro ospedale nel Nord del Paese”, mentre “altro fronte già aperto da diversi anni, e che durerà a lungo, è nell’ospedale di Karak, in Giordania. Recentemente si è aggiunta Betlemme, in cui il nostro personale va a fare anche formazione”. “Essere opera di carità – precisa Enoc – significa creare una comunità viva in cui ci sia un grande livello di ricerca. Ai poveri, infatti, bisogna dare il meglio e chi è malato – in qualsiasi condizione economica sia – è comunque povero. Non dobbiamo annunciare le nostre idee, ma essere testimoni nel Vangelo come fa il Papa. Questo significa eccellenza medica, accanto all’attenzione a non emarginare nessuno”.

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