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L’Osservatore Romano: Vian sul settimanale, “l’eredità di Montini” nel discorso di Papa Francesco al Corpo diplomatico

E’ da ieri in distribuzione il nuovo numero del settimanale de “L’Osservatore Romano”. Nell’editoriale, il direttore Gian Maria Vian riprende il discorso rivolto il 9 gennaio dal Papa ai diplomatici accreditati presso la Santa Sede, sottolineandone i legami con “l’eredità di Montini”. Le parole di Francesco, afferma, aprono “il centenario dello storico intervento di Benedetto XV che condannava l’’inutile strage’ della prima guerra mondiale”. Da allora, ricorda il direttore del quotidiano d’Oltretevere, “la predicazione dei suoi successori è andata sviluppandosi sino agli interventi dei Pontefici che hanno fatto il concilio. A quella stagione fervida, e soprattutto all’eredità di Montini, si richiama oggi Bergoglio in un’azione complessiva a favore della pace condotta dalla Santa sede e sostenuta in particolare dalla Segreteria di Stato, la cui disponibilità è stata ribadita da Francesco a conclusione di un discorso che ha voluto richiamare la coerenza e l’ampiezza di un impegno globale, discreto e silenzioso ma altrettanto instancabile”. Se oggi la pace sembra “un bene scontato” in società che ne hanno beneficiato per lunghi periodi, “per troppi essa è ancora soltanto un lontano miraggio” a causa di “conflitti insensati” e atroci. “In questa situazione – prosegue Vian -, altre volte descritta efficacemente come una terza guerra mondiale ‘a pezzi’, Bergoglio ha iscritto i suoi incontri con esponenti di religioni diverse”: ad Assisi, e prima ancora nel Tempio Maggiore di Roma e nella grande moschea di Baku. Gesti “in continuità con la strada indicata dal Vaticano II, alla ricerca continua di incontro e di dialogo con gli altri credenti e con i cristiani di altre confessioni, come a Lund, nel Caucaso e a Lesbo”. “Non vi è dubbio – precisa Vian – che sia questa l’unica via per contrastare la violenza e la deformazione dell’esperienza religiosa di cui è responsabile il ‘terrorismo di matrice fondamentalista’, di nuovo condannato con accenti inequivocabili” dal Pontefice. Terrorismo frutto, secondo il Papa, di una “grave miseria spirituale” e che “e s’incrocia con la povertà sociale”. Per questo, “potrà essere pienamente sconfitto solo con il comune contributo dei leader religiosi e di quelli politici”. Perché, conclude Vian, “ai primi spetta il compito di insegnare ‘il timore di Dio e l’amore per il prossimo’, mentre i secondi devono garantire la libertà religiosa”. Per info e abbonamenti: http://www.osservatoreromano.va/it

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