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Giornata del migrante: vescovi di Francia e Germania, appello congiunto ai governi per i migranti minori

“Firmatari della Convenzione di Ginevra, la Convenzione Onu sui diritti dei bambini e di altre convenzioni internazionali, la Germania e la Francia riconoscono ai minori migranti specifici diritti. Per questo ricordiamo ai responsabili politici dei nostri rispettivi Paesi il loro dovere di garantire le condizioni giuridiche e amministrative che permettono ai minori migranti di condurre da noi una vita degna”. E’ l’appello che i vescovi di Francia e Germania lanciano ai loro rispettivi governi in difesa dei bambini che migrano in Europa, spesso soli e non accompagnati, in cerca di un futuro migliore. In vista della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra il 15 gennaio, monsignor Georges Colomb (La Rochelle) e monsignor Stefan Heße (Amburgo), vescovi responsabili per le migrazioni nelle rispettive Conferenze episcopali, sottoscrivono un comunicato congiunto in cui rilanciano l’appello del Papa centrato quest’anno sulla condizione dei bambini migranti. I vescovi francesi e tedeschi rilevano il numero particolarmente elevato dei rifugiati minori non accompagnati in Europa e parlano di una “immensa sfida”. Se nel 2014 erano 23mila nell’Unione europea, nel 2015 questa cifra è salita a 100mila e poiché molti di loro non fanno richiesta di asilo, il loro numero è sicuramente più elevato rispetto alle stime ufficiali. “Dietro queste cifre – scrivono i vescovi – si nasconde una immensa sofferenza: famiglie separate, bambini e giovani vittime di violenza e sfruttamento, che hanno subito ferite profonde nel corpo e nell’anima”. “Come cristiani – proseguono i vescovi  – questa realtà non può lasciarci indifferenti. Al contrario siamo chiamati a prenderci cura dei senza diritti, a prestare loro la nostra voce e a difendere la loro dignità con una carità attiva. Ciascuno di noi deve chiedersi come può contribuire a guarire le ferite di questi minori e fare in modo che possano trovare nei nostri Paesi una nuova Patria”.

Le Chiese di Germania e Francia dispongono di numerosi mezzi per accompagnare questi piccoli migranti nel loro cammino verso una vita autonoma: percorsi di scolarizzazione, organismi sociali, movimenti giovanili, associazioni ecclesiali e comunità religiose. Ma “l’ampiezza della sfida – incalzano mons. Colomb e mons. Heße – chiede di ampliare queste proposte già esistenti e di svilupparle ulteriormente” . Nel loro comunicato, i vescovi francesi e tedeschi esprimono gratitudine per tutti coloro che in vari modi operano a fianco dei migranti. “Grazie a tutte queste persone, molti migranti minori si sentono riconosciuti come persone nelle nostre società e intravedono una prospettiva per il loro futuro”.

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