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Elezioni Ecuador: lettera vescovi, “partecipare in modo corresponsabile alla vita pubblica”

“La Chiesa è cosciente dell’importanza di queste elezioni, che segneranno il futuro del nostro Paese. Come cattolici e come cittadini abbiamo il compito di partecipare in modo corresponsabile alla vita pubblica. È necessario approfondire i programmi e le migliori risposte alle necessità del Paese, ma anche ai principi morali e ai comportamenti democratici ed etici dei candidati”. È quanto si legge nella lettera – un articolato documento di 17 pagine – scritta dalla Conferenza episcopale dell’Ecuador e presentata ieri a Quito, in vista delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 19 febbraio e che vedono ai nastri di partenza otto candidati. L’attuale presidente di sinistra Rafael Correa non può ricandidarsi e ha lanciato la candidatura dell’ex vicepresidente Lenin Moreno, che è attualmente in testa nei sondaggi, ma potrebbe essere costretto al ballottaggio con il moderato Guillermo Lasso (Movimiento Creo) o con Cynthia Viteri (Partido social cristiano). Il superamento della povertà, la dignità della persona umana il bene comune, la sussidiarietà, il dialogo nei diversi ambiti della vita civile, la solidarietà e il rispetto per le diverse culture sono alcuni dei punti toccati dai vescovi. Tra i punti programmatici, al primo posto viene per i vescovi il superamento della povertà: si fa riferimento in particolare ai molti disoccupati, ai popoli indigeni che chiedono il rispetto della propria identità, ai poveri che chiedono una maggiore assistenza. “Abbiamo bisogno di costruire una società più giusta e solidale, con un autentico sviluppo integrale”, si legge nel documento. Inoltre, si assiste “a situazioni laceranti di povertà che condizionano la dignità della persona, specialmente nel mondo rurale e nei quartieri periferici delle maggiori città. La cura e la promozione delle persone povere deve illuminare qualsiasi programma”.

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