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Rogo Sesto Fiorentino: Medu, “ennesima, odiosa morte annunciata e prevedibile”

“Un’ennesima, odiosa, morte annunciata e prevedibile”: così Medici per i diritti umani (Medu) commenta la morte di A. M. nell’incendio divampato la scorsa notte nello stabile occupato dell’ex mobilificio Aiazzone nel Comune di Sesto Fiorentino. Aveva 38 anni, era di origine somala, titolare di protezione internazionale in Italia e viveva a Firenze dal 2008, per un breve periodo in un centro di accoglienza, poi sempre in edifici occupati, in assenza di alternative.  L’incendio, causato da una stufa o da un corto circuito, si è scatenato al secondo piano di un edificio dismesso da anni e occupato nel dicembre 2014 dal Movimento di Lotta per la Casa per fornire un alloggio a un gruppo di rifugiati senza fissa dimora provenienti soprattutto dalla Somalia. Medici per i diritti umani opera nello stabile da maggio 2015 prestando assistenza sanitaria ai suoi abitanti. Già a gennaio 2016, in seguito al taglio della corrente da parte dell’azienda Acea e al successivo tentativo di sgombero dell’edificio, Medu aveva denunciato le gravi problematiche strutturali ed igienico-sanitarie dello stabile, evidenziando le pessime condizioni di vita degli abitanti e richiedendo al Comune di Sesto Fiorentino l’immediata convocazione di un tavolo con le associazioni e i movimenti. All’interno dello stabile erano presenti circa 70 persone, tutti titolari di un permesso di soggiorno per protezione internazionale.  “Che si possa morire in una condizione di così grave precarietà e degrado, non stupisce – afferma Medu -. A.M. non è stato vittima solo delle fiamme, ma alla sua morte hanno contribuito un percorso di accoglienza ed integrazione incapace di generare inclusione sociale, la mancanza di reti sociali e familiari, l’impossibilità di accedere a diritti fondamentali, come quello all’abitazione, la passività delle istituzioni”. Medu torna a chiedere con forza “un’assunzione di responsabilità, quanto meno nei confronti dei sopravvissuti, da parte delle istituzioni locali, in primo luogo i Comuni di Sesto Fiorentino, Firenze e di tutta l’area metropolitana, e nazionali, garantendo una sistemazione abitativa dignitosa, rapida e sicura alle persone che attualmente si trovano in strada, anche in considerazione delle condizioni atmosferiche di questi giorni”.

 

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