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Funerali don Armandi: mons. D’Ercole, “ci ha lasciato un messaggio di speranza”

“Don Francesco che quest’oggi salutiamo lascia un grande ricordo nelle realtà di Pescara del Tronto, Arquata Piedilama, Tufo, Borgo, Capodacqua, Pretare dove lui ha trascorso quasi tutto il suo sacerdozio. Se Papa Francesco ha detto ai sacerdoti ‘siate pastori con l’odore delle pecore’, don Francesco ha vissuto totalmente in mezzo alla sua gente. Io così l’ho conosciuto e così lo ricordo anche negli ultimi giorni della sua vita. È stato un fratello di tutti”. Così monsignor Giovanni D’ Ercole, vescovo della diocesi di Ascoli Piceno, nell’omelia per i funerali di don Francesco Armandi, il parroco di Arquata del Tronto che sin dalla notte del 24 agosto è stato da sempre vicino e in prima linea tra le macerie alla sua comunità di cinque frazioni duramente colpite dal terremoto del 24 agosto. Commozione e dolore tra i fedeli nella chiesa dei Frati Cappuccini di Offida, cittadina del Piceno in cui è nato il sacerdote. A sorpresa è arrivato anche Vasco Errani, commissario straordinario del Governo per la ricostruzione. “La missione di don Francesco è stata quella di trasmettere a quanti ha incontrato la fede attraverso quelle tradizioni che vanno conservate e vissute con passione perché ci richiamano alla storia del passato ma ci aiutano anche a vivere – ha proseguito il vescovo di Ascoli -. Il messaggio che questo sacerdote ci ha lasciato è un messaggio di speranza. Ci lascia una eredità spirituale che va oltre la morte”.

“Uniti ce la faremo, come tu ci hai insegnato”. Con questo messaggio i concittadini di don Francesco Armandi hanno voluto salutare il loro parroco che li ha seguiti per ben 47 anni. A pronunciare queste parole una signora di Capodacqua, frazione di Arquata del Tronto a nome di tutti i parrocchiani. “Ciao don Francesco, ora non ci sei più a guidarci e spronarci con la tua presenza costante. Trovavi il tempo per tutti e per tutto. Ricordo quando arrivavi un po’ in ritardo per la Santa Messa e ti scusavi con noi per averci fatto aspettare. Poi dall’altare ci ringraziavi perché ti facevamo trovare tutto pronto. Ci notavi, ci volevi bene e noi sapevamo di poter contare sempre su di te. Ti sei sempre prodigato per tutti noi. Ora ci sentiamo orfani. Grazie per tutto ciò che hai fatto per noi. Ti promettiamo di mettercela tutta per portare avanti le cose che tu avevi iniziato e avevi paura di non riuscire a vedere terminate. Sarà dura senza di te ma uniti ce la faremo come tu ci hai insegnato. Grazie don Francesco”.

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