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Forum cattolico-ortodosso: card. Bagnasco (Ccee), “annunciare all’Europa il Vangelo della pace”

“Ricordare che il Vangelo di Cristo è il Vangelo della pace, del Dio dell’Amore, del Dio che predica la riconciliazione, il perdono, l’amore fraterno. È questo il cuore del messaggio evangelico che le Chiese hanno il compito di annunciare a questa stanca Europa”. Le Chiese cristiane rispondono così alla sfida della minaccia del terrorismo fondamentalista in Europa ed è il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, a delineare quanto è emerso al V Forum europeo cattolico-ortodosso che si conclude oggi a Parigi.

“La dimensione religiosa aumenta”, constata il cardinale e “l’Europa ha il dovere e l’interesse di prendere atto del fenomeno religioso che cresce nel cuore dell’uomo europeo”, perché “la dimensione religiosa che rinasce nel cuore della gente, in modo diverso a seconda delle situazioni e dei contesti, indica qualcosa di molto importante che non può essere oscurato dal mondo della politica, sia dei singoli Stati sia dell’Unione Europea”. La grande sfida che il terrorismo lancia ai popoli europei è quella di “superare la paura”. “Le motivazioni ci sono – osserva Bagnasco – i fatti terroristici ci sono e non sono certo insignificanti ma certamente la dimensione religiosa è anche una grande iniezione di fiducia, di forza interiore, di speranza per vincere la tentazione non solo della paura ma della chiusura, del ripiegamento degli individui su se stessi e del ripiegamento dei gruppi e degli Stati”. Ci vuole infatti “un supplemento di forza interiore” per “guardare oltre,  in modo più alto e non solo sull’onda dell’immediatezza del momento” ed è questa la dimensione che il cristianesimo dona. “Non dimentichiamo – aggiunge Bagnasco – che il Cristianesimo ha una duplice caratteristica: l’universalismo perché è dedicato a tutto il mondo, fino agli ultimi confini della terra, a tutti gli uomini, e la capillarità, con una presenza tra la gente e questo è un dono, è una grande speranza per il mondo e infonde speranza nella società”. Molto importante infine che a Parigi sui temi del terrorismo e convivenza abbiano preso la parola insieme cattolici e ortodossi. “In un mondo che sembra voglia dividersi sempre di più e dove crescono i conflitti, c’è bisogno di esempi umili ma concreti che si vuole camminare insieme, ricomporre antiche ferite e lacerazioni e che è più bello camminare insieme”.

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