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Diocesi: mons. Cavina (Carpi) a Spoleto, “il terremoto non solo ha tolto, ma ha anche dato”

“Il terremoto è un mostro che semina paura e desolazione e dopo il passaggio rimane il deserto materiale ed esistenziale. È una furia devastatrice che fa emergere la fragilità delle certezze sulle quali costruiamo la nostra vita e la nostra società e fa toccare con mano che le nostre presunte sicurezze sono un gigante con le gambe d’argilla”: così mons. Francesco Cavina, vescovo di Carpi, a Spoleto per la seconda sera del triduo in onore di S. Ponziano, patrono della diocesi di Spoleto-Norcia e protettore dai terremoti. Cavina ha affrontato il tema “Terremoto: revisione di vita”. Per il presule emiliano, “l’amicizia di Gesù e dei fratelli si manifesta attraverso la miriade di opere caritative che sono nate nella Chiesa, nell’incontro con le persone, attraverso la forza della preghiera vissuta con e per gli altri. Se le macerie spirituali del terremoto non hanno tolto la speranza è anche perché moltissime persone ci hanno sostenuto con la loro preghiera, con la loro supplica. La speranza dalle macerie è rinata dalla fatica di ripetere, giorno dopo giorno, il nostro ‘Fiat’ a questa fraternità che ci solleva, ci porta, cammina con noi, si fa carico delle nostre fatiche, dei nostri dubbi, delle nostre paure”. “Oggi – ha concluso Cavina – posso dire che il terremoto non solo ha tolto, ma ha anche dato. Ha rotto il sonno dello spirito e mi ha fatto capire con maggiore chiarezza che il Signore non è un risolutore di problemi. In tutta la paura e l’angoscia, rimane la certezza che Dio è con noi; come il bambino sa sempre di poter contare sulla mamma e sul papà perché si sente amato, voluto, qualunque cosa accada”.

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