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Cardinale Bagnasco: visita al Parlamento Ue. Accettare la “sfida culturale”. Il ruolo del cristianesimo e delle religioni

(Bruxelles) Nel suo intervento dinanzi agli eurodeputati italiani, il cardinale Angelo Bagnasco ha posto in risalto “due sfide che attendono l’Europa di oggi”. La prima è quella del terrorismo. Il porporato ha fatto riferimento ad alcuni temi emersi al Forum cattolico-ortodosso in corso a Parigi, cui ieri Bagnasco era presente: “È emersa anzitutto una debolezza culturale, uno svuotamento, una metamorfosi della nostra identità. E in questa situazione di debolezza, una suggestione forte come il terrorismo – per quanto sia una ideologia aberrante – può risultare affascinante”, facendosi largo tra le persone “che hanno smarrito i punti di riferimento, o emarginate”. Da qui il richiamo a “colmare questo vuoto della cultura, dell’identità, dell’anima europea”. Inoltre, ha aggiunto il cardinale, questo fa pensare “che abbiamo bisogno di più religione”, come “fenomeno che interpella non solo lo spirito, ma l’intelligenza, la ragione”. La religione come elemento “della vita umana e della società”. “La politica deve prestare attenzione alla dimensione religiosa, altrimenti si dimostrerebbe miope, staccandosi dal sentire della gente”. Una annotazione ha poi riguardato in particolare la fede cristiana, in quanto essa “incarna sia l’universalismo nel mondo sia la capillarità nel territorio”.
La seconda sfida che interpella l’Europa e, con essa, le religioni è, per Bagnasco, “la metamorfosi dell’alfabeto umano”: i termini della vita quotidiana (vita, famiglia, libertà, amore…) cambiano significato ed emerge il rischio di grandi fraintendimenti di fondo in ambito politico e legislativo. “Da qui la fede deve domandarsi se ha qualcosa da dire su questi temi”, per far luce sul cammino dei popoli e delle istituzioni politiche. “Questa sfida ci prende un po’ in contropiede come credenti”, ma è il passo cui il Concilio e i pontefici, ha detto Bagnasco, “ci richiamano da tempo”, “domandandoci di dare ragione del nostro credere”.

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