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Accoglienza: Cnca, solidarietà a cooperativa “Arnera”, “inaccettabile sfottò da Forza nuova Pontedera”

Il Coordinamento nazionale Comunità di accoglienza (Cnca) esprime la propria solidarietà alla cooperativa sociale “Arnera”, oggetto di un attacco, presentato come ironico sfottò, da parte di Forza Nuova Pontedera. Qualche giorno fa presso una delle comunità per minori della cooperativa toscana una delle persone straniere seguite dall’organizzazione, in condizione di fragilità psicologica, aveva minacciato e poi ferito con un coltello prima due operatori della cooperativa e poi due carabinieri accorsi sul posto. La cooperativa non aveva nemmeno sporto denuncia contro l’uomo, ora in carcere, proprio per le particolari condizioni psichiche in cui si trova. Forza Nuova Pontedera ha mandato ieri sera una confezione di coltelli di plastica e una lettera denigratoria e canzonatoria, nella quale si afferma, tra l’altro: “Sappiamo che questo atto di violenza, per quanto grave, non fermerà il vostro nobile e filantropico proposito di lucrare sull’accoglienza dei sedicenti profughi e che vorrete senz’altro perdonare l’aggressore in virtù dei soldi pubblici che incassate grazie a lui e sappiamo anche che la colpa dell’accaduto non è sua ma del razzismo e dell’intolleranza degli italiani. Per questo vogliamo sostenervi sinceramente mettendovi in condizione di lavorare in perfetta sicurezza ed al riparo dalle ‘crisi depressive’ dei nostri cari fratelli e prossimi connazionali. A tale scopo vi doniamo una confezione di innocui coltellini di plastica, utili in cucina ma inoffensivi nel caso che un vostro ospite abbia una nuova crisi depressiva e decida di puntarveli contro come recentemente accaduto”. “E’ inaccettabile”, dichiara don Armando Zappolini, presidente del Cnca, “che qualcuno provi a strumentalizzare un evento che ha visto feriti due operatori sociali e due rappresentanti delle forze dell’ordine – a cui va tutta la nostra vicinanza – per biechi motivi di propaganda politica. E per lanciare accuse infamanti verso chi, invece, si impegna ogni giorno per aiutare persone in difficoltà e, così facendo, garantire anche sicurezza a tutta la collettività”. Nello stesso tempo, il Cnca rileva che l’episodio avvenuto nella struttura gestita dalla cooperativa “Arnera” testimonia “ancora una volta che le persone, italiane o straniere, che vivono situazioni di vulnerabilità psicologica, ospitate dalle comunità, non possono essere lasciate alle sole cure degli operatori sociali, ma richiedono l’attivazione di una rete di servizi, pubblici e privati, in grado di affrontare ogni singolo caso con un progetto personalizzato specifico”

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