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Stati Uniti: Faggioli (storico), Obama “ha parlato a un Paese impaurito” per la “grave crisi della democrazia”

“Un discorso ‘obamiano’, in cui si riconoscono le sue capacità oratorie, ma che Obama ha dovuto pronunciare in un contesto molto diverso: era il primo grande discorso dopo la sconfitta del suo candidato, Hillary Clinton, e la scioccante vittoria di Trump. Ha tentato, come al solito, di muovere il popolo americano a vedere, in un orizzonte storico ampio, i successi della democrazia americana e a impegnarsi per il futuro, ma per la prima volta ha parlato a un Paese impaurito”. Così Massimo Faggioli, storico e docente alla Villanova University (Usa), commenta al Sir il discorso d’addio di Barack Obama alla nazione. “Anche 8 anni fa – ricorda –, quando Obama venne eletto, gli Usa erano impauriti per la crisi finanziaria, ma la paura che c’è adesso è diversa, si lega al sospetto che la democrazia americana sia in una grave crisi. Obama ha cercato quindi di rassicurare, dire che la democrazia è più grande di questo incidente di percorso, ma non so quanto sia riuscito nel suo intento”. “Peraltro – osserva Faggioli – con la sua solita maestria ha elencato i successi, ma ha taciuto sugli insuccessi. Dopo 8 anni di presidenza il suo Partito democratico è completamente da ricostruire, fin dalle basi… È stato, quindi, un bel discorso, ma che non ha nascosto le debolezze della presidenza e lo scenario, che non esito a definire da incubo, che si apre tra 10 giorni”.

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