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Stati Uniti: Faggioli (storico), “evidente silenzio” di Obama su Cina, Siria, Russia

Nel discorso di addio di Barack Obama, “sulla politica estera c’è stato un evidente silenzio: tranne l’accordo con l’Iran e l’uccisione di Osama Bin Laden, su Cina, Siria, Russia ha taciuto. E anche quello di Cuba è un successo che si è attribuito, ma per il quale molti altri attori hanno contribuito”. Parla di un “discorso di propaganda” lo storico Massimo Faggioli, docente alla Villanova University (Usa), commentando le parole del presidente americano uscente, ieri sera al Centro congressi di Chicago. È “quella propaganda – precisa – cui l’americano medio crede, avendo una visione molto limitata del mondo. E, da questo punto di vista, Obama è stato un americano tipico, che non ha preso sul serio alcune questioni internazionali o ha pensato di potersi ritirare senza pensare alle conseguenze. È stato, insomma, molto meno cosmopolita di quello che si pensi”. E se “la ‘pancia’ dell’America ha votato Trump con una visione nazionalista e isolazionista”, quella di Obama era “l’idea che il mondo alla fine si riappacificherà con una visione ‘americana’. Ma non è così: se si guarda alla Russia, all’India, alla Cina, alle Filippine, si vede un mondo molto più complesso di quello presente nella visione obamiana di 8 anni fa. Per non parlare della Siria, che è lo scandalo maggiore”.

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