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Polonia: più di 70 le vittime del gelo. Porowska (Missione Camilliani), “solidarietà può salvare vite umane”

In questi ultimi giorni a causa delle temperature eccezionalmente rigide sono morte più di 70 persone, secondo i dati forniti dal Centro di sicurezza governativo della Polonia. Mentre però la Chiesa, le autorità e le organizzazioni della società civile moltiplicano gli appelli alla solidarietà con emarginati e senzatetto, l’amministrazione di un condominio in un quartiere semicentrale di Varsavia ha chiesto agli abitanti di non lasciar soggiornare i senzacasa negli spazi condominiali, e di chiamare invece in aiuto vigili, pronto soccorso o la Caritas. La richiesta ha suscitato un ampio dibattito tra coloro che si sentono minacciati se un barbone dorme all’interno del palazzo perché potrebbe sporcare (e la mattina a volte i condomini si trovano con brutte sorprese sullo zerbino), e quelli che vorrebbero lasciare aperti persino i finestrini delle cantine per i gatti randagi. Adriana Porowska della Missione dei Camilliani sottolinea che “sebbene a Varsavia i posti nei dormitori siano 1500, il numero ufficiale dei senzatetto supera 2500 persone” e quindi “specialmente col grande freddo la solidarietà può salvare la vita”. Negli ultimi giorni nella capitale polacca i vigili hanno ispezionato oltre 1200 luoghi ufficialmente disabitati, portando 100 persone ai dormitori, 140 ai centri di disintossicazione dall’alcol e 20 in vari ospedali. Solo dall’inizio di quest’anno a Varsavia sono morte per il freddo 4 persone.

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