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Papa Francesco: udienza, “gli idoli deludono sempre, Dio non delude mai”. No a “mondanizzazione”

Il “Dio vivo e vero, per noi è nato da Maria, è morto sulla croce ed è risorto nella gloria. E in questo Dio noi abbiamo speranza, e questo Dio – che non è un idolo – non delude mai”. Con queste parole, pronunciate ancora una volta a braccio, il Papa ha concluso la catechesi dell’udienza generale di oggi, dedicata al Salmo 115. “Il messaggio del salmo – ha spiegato Francesco – è molto chiaro: se si ripone la speranza negli idoli, si diventa come loro: immagini vuote con mani che non toccano, piedi che non camminano, bocche che non possono parlare. Non si ha più nulla da dire, si diventa incapaci di aiutare, cambiare le cose, incapaci di sorridere, donarsi, incapaci di amare”. “E anche noi, uomini di Chiesa, corriamo questo rischio quando ci mondanizziamo”, ha ammonito Francesco, secondo il quale “bisogna rimanere nel mondo, ma difendersi dalle illusioni del mondo che sono questi idoli”. Come raccomanda il salmo 115, “bisogna confidare e sperare in Dio, e Dio donerà benedizione”. “Sempre il Signore si ricorda”, ha proseguito ancora una volta fuori testo: “Anche nei momenti brutti, lui si ricorda di noi, e questa è la nostra speranza, e la speranza non delude, mai, mai! Gli idoli deludono sempre, sono fantasie, non sono realtà”.

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