Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Pakistan: Acs, appello per la dignità della donna

Quattro donne italiane si schierano al fianco delle donne oppresse del Pakistan, accompagnando le iniziative assunte dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs). Si tratta di Giulia Bongiorno, avvocato impegnata contro le violenze e gli abusi ai danni delle donne attraverso la Fondazione Doppia Difesa, di Maria Luisa Di Pietro, direttore del Center for Global Health Research and Studies all’Università Cattolica del Sacro Cuore, di Assuntina Morresi, presidente del corso di studio magistrale in biotecnologie molecolari e industriali all’Università di Perugia ed editorialista di Avvenire, e di Sandra Sarti, prefetto e vice capo di gabinetto del Ministro dell’Interno. In un appello sottoscritto dalle quattro, viene ricordato che “in Pakistan le norme cosiddette anti-blasfemia contenute nel codice penale limitano gravemente le libertà religiosa e di espressione: dei circa 8mila condannati a morte detenuti nelle carceri pakistane più di 1.000 sono imprigionati per presunta blasfemia”. “Tra loro – proseguono – vi è Asia Bibi”, ma “la storia di Asia è solo la punta dell’iceberg”. “Come trascurare i matrimoni imposti alle ragazze, che costituisce oggi una delle forme più insidiose di violenza contro le minoranze cristiana (2,2% della popolazione), induista (1,3%) e di altre fedi (0,3%)?”, prosegue l’appello, nel quale si richiama anche la storia di Nabila Bibi. “Sosteniamo con convinzione le iniziative assunte dalla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre a sostegno delle donne in Pakistan”, concludono, riferendosi ai progetti “Formare giovani ostetriche” e “Aiutare le donne povere”.

© Riproduzione Riservata
Mondo