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Vescovi Triveneto: a Cavallino (Ve) riflessione sul “volto di Chiesa”

Una riflessione su “un’immagine di Chiesa per un tempo di minoranza”, provando a mettere a fuoco alcune caratteristiche essenziali della Chiesa “missionaria e in uscita” anche attraverso una rilettura critica delle “agende” e delle abituali prassi pastorali. È ciò su cui si sono confrontati i vescovi del Triveneto in una “due giorni” conclusasi oggi presso la Casa “Regina Mundi” di Cavallino (Venezia), insieme a una cinquantina di altre persone intervenute in rappresentanza delle diocesi del Nordest (sacerdoti, religiose, parecchi laici e laiche), sul tema “Servitori della missione. A partire da un volto di Chiesa e dalla sua agenda”. Tra gli elementi emersi, riporta una nota della Conferenza episcopale del Triveneto (Cet), “un profondo bisogno di conversione”, “la necessità nella vita pastorale di maggiore concretezza”, “l’importanza di far crescere comunità non preoccupate di portare avanti alcune forme e strutture ma capaci di leggere i segni dei tempi, di valorizzare le persone e le risorse disponibili e presenti, di offrire luoghi e momenti significativi sul piano relazionale e della fede nonché del suo approfondimento”, “la vicinanza da garantire a ogni cristiano e comunità ‘in uscita’ per affrontare e vincere le varie ‘solitudini’”, “la necessità d’investire di più sulla liturgia”. Da quest’incontro, ha dichiarato il presidente della Cet e patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, “esce in modo forte l’immagine di una Chiesa che è soggetto evangelizzante, che si deve evangelizzare e che evangelizza. Una Chiesa che nasce dal comune battesimo, mai alternativo al sacramento dell’ordine”.

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