Quotidiano

Quotidiano - Italiano

This content is available in English

Monsignor Galantino: il 12 gennaio firma protocollo per corridoio umanitario con l’Etiopia

“No a investire più nella vendita delle armi che in cooperazione allo sviluppo, in accordi internazionali per percorsi di rientro, in corridoi umanitari: è un’ipocrisia di cui dobbiamo liberarci”. Lo ha dichiarato monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, alla presentazione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, annunciando che il 12 gennaio verrà firmato “un protocollo di intesa con il Ministero degli Esteri per aprire un ‘corridoio umanitario’ con l’Etiopia per i profughi provenienti da Eritrea e Somalia, utilizzando anche per questo fondi provenienti dall’8×1000”. Il segretario generale della Cei ha respinto quelle “forme di chiusura di ogni via legale di ingresso nel nostro Paese”, che generano “un popolo di irregolari, che alimenta lo sfruttamento, il lavoro nero, la violenza”, dicendosi favorevole “a un titolo di soggiorno come protezione umanitaria o come protezione sociale a giovani uomini e donne che da oltre un anno sono nei Cas e nei centri di prima accoglienza e hanno iniziato un percorso di scolarizzazione o si sono resi disponibili a lavori socialmente utili o addirittura già hanno un contratto di lavoro; a coloro che hanno potuto, speriamo presto, fare un’esperienza di servizio civile, ma anche a chi ha una disabilità o un trauma grave, è in fuga da un disastro ambientale o dal terrorismo”. “Ripartire dalla legalità – ha precisato – è un atto d’intelligenza politica, che non va confuso – anche qui semplificando artatamente? – con la proposta di allargare l’irregolarità e creare insicurezza per i migranti e per il territorio”.

© Riproduzione Riservata
Chiesa