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L’Osservatore Romano: mons. Becciu (Santa Sede), “novità nella continuità”, “insistere sul cartaceo è andare controcorrente”

“Novità nella continuità”. Con questa formula monsignor Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, ha salutato la nuova edizione settimanale italiana de L’Osservatore Romano. Nella sua “prima volta” in Sala Stampa vaticana, Becciu ha spiegato: “Sono venuto per rallegrarmi per questa novità editoriale, la cui responsabilità, l’indirizzo politico dipende dalla Santa Sede e in particolare dal Sostituto. Sono venuto per rallegrarmi e complimentarmi per la nuova veste del settimanale, varata in occasione del 70° anno di pubblicazione del giornale vaticano”. “Quando ero bambino – ha testimoniato l’arcivescovo – conobbi l’Osservatore della Domenica, in casa era quasi l’unico giornale che entrava: bisognava favorire la buona stampa, come si diceva allora”. “Imparai a conoscere un po’ il Vaticano”, ha proseguito Becciu, “in particolare monsignor Angelini: in casa mi chiamavano Angelino, mi piaceva quel nome: era un prete che conosceva un po’ il mestiere, sapeva come entrare”. L’Osservatore Romano, per il sostituto della Segreteria di Stato, era un giornale che “faceva amare la figura del Papa e faceva conoscere il Vaticano”. Quella di oggi, per Becciu, è una scelta all’insegna della “novità nella continuità, che è una costante della Chiesa, che sa cogliere i momenti giusti per proporsi con delle novità”. La nuova edizione settimanale de L’Osservatore Romano, per Becciu, “è anche una sfida, perché insistere sul cartaceo oggi è andare controcorrente: ci piace andare on line, ma anche sederci in poltrona con un bel caffè e leggere il giornale”.

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