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Gioco d’azzardo: mons. D’Urso (Consulta antiusura), “fondate le motivazioni di regolamento e ordinanza del Comune di Bergamo”

La Consulta nazionale antiusura “Giovanni Paolo II” esprime un “parere pro-veritate in merito ai provvedimenti varati dal Comune di Bergamo”, “per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito”. I documenti, ricorda in una nota la Consulta, “per la prima volta in Italia, tra le altre restrizioni, impongono limiti orari alla vendita dei Gratta e vinci e al funzionamento di macchinette mangiasoldi dalle 7.30 alle 9.30, dalle 12 alle 14 e dalle 19 alle 21”. La Consulta nazionale antiusura dopo avere esaminato attentamente la deliberazione del Consiglio comunale, con allegata una dettagliata ricognizione del problema nel territorio urbano, l’Ordinanza sindacale ex art. 54 del Tuel e le notizie essenziali dei ricorsi avverso gli atti amministrativi regolativi depositati da alcune società operanti per fine di lucro “ritiene – scrive il presidente, mons. Alberto D’Urso nel parere pro-veritate inviato al sindaco Giorgio Gori – del tutto fondate le motivazioni di regolamento e ordinanza del Comune di Bergamo; ravvisa l’importanza che entrambi gli atti permangano in vigore ai fini dello svolgimento degli interventi assistenziali – psicosociali, materiali e pastorali – programmati per la completa liberazione della persona vittima tanto del gioco d’azzardo quanto dell’indebitamento a usura a questo connesso”. Secondo la Consulta antiusura “l’aver fatto oggetto della nuova regolamentazione tutte le varie forme di consumo di gioco d’azzardo rappresenta un indubbio aiuto a limitare i danni collegati a tale condotta”. Nel contempo, “aumentando l’efficacia degli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione dalla dipendenza da gioco d’azzardo ne incoraggia la moltiplicazione, supporta la persona singola e la sua famiglia ad affrontare gli enormi sacrifici che comunque la fuoriuscita dal gioco d’azzardo patologico richiede per ristabilire un equilibrio psichico, familiare e generalmente relazionale”.

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