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Monsignor Galantino: “la Laudato si’ vuole suscitare un nuovo stile di vita”

“Se il Papa ha deciso di dedicare un’enciclica al tema della custodia del creato, significa che l’ambiente è uno degli anelli deboli dell’umanità; addirittura possiamo qualificare la Terra come una superficie povera. In questo senso, però, povertà non è sinonimo di infertilità o mancanza di risorse; la povertà della terra è lo scenario inquietante che emerge quando i rapporti e i processi decisionali politici ed economici sono stati costruiti mediante ingiustizie e facili tornaconto”. Lo ha detto, stamattina, monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo a Verona, presso l’Auditorium Verdi del Centro Congressi Veronafiere, all’evento dedicato all’enciclica “Laudato si’” organizzato dalla diocesi di Verona, dal comune di Verona e dall’Amia (Azienda multiservizi di Igiene Ambientale). “Verso una conversione ecologica globale” il tema della lectio magistralis di monsignor Galantino. “L’enciclica – ha chiarito il presule – presenta un carattere decisamente pastorale e mostra subito l’intento di suscitare un nuovo stile di vita, nei singoli e nelle comunità, nel rapporto con Dio e con gli altri e non solo con l’ambiente. La Laudato si’ non è quindi un’enciclica verde né un documento di tipo politico né, come ha scritto qualcuno, ‘un’enciclica no-global’”.
Il testo di Papa Francesco, “proprio perché testo di carattere pastorale”, ha osservato il segretario generale della Cei, è orientato a suscitare una “conversione ecologica”, che “non va confusa con una sorta di invito ad arruolarsi nelle file degli ecologismi nostrani”. La “conversione ecologica” è invece “un invito rivolto all’uomo perché viva con responsabilità e con realismo il compito che gli è stato affidato”, nella Genesi, di coltivare e custodire il giardino.

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