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Papa Francesco: udienza in Aula Paolo VI, silenzio di Auschwitz “eloquente”. Il mondo “è malato di crudeltà”. “Ci sia la pace!”

“Questo viaggio aveva l’orizzonte del mondo, un mondo chiamato a rispondere alla sfida di una guerra a pezzi che lo sta minacciando. E qui il grande silenzio della visita ad Auschwitz-Birkenau è stato più eloquente di ogni parola”. Così il Papa ha commentato la tappa del viaggio in Polonia dedicata alla preghiera silenziosa nei campi di concentramento. “In quel silenzio ho ascoltato, ho sentito la presenza di tutte le anime che sono passate di là”, ha rivelato durante l’udienza di oggi: “Ho sentito la compassione, la misericordia di Dio, che alcune anime sante hanno saputo portare anche in quell’abisso. In quel grande silenzio ho pregato per tutte le vittime della violenza e della guerra. E lì, in quel luogo, ho compreso più che mai il valore della memoria, non solo come ricordo di eventi passati, ma come monito e responsabilità per l’oggi e il domani, perché il seme dell’odio e della violenza non attecchisca nei solchi della storia”. “In questa memoria di tanto dolore vissuti, ci sono tanti uomini e donne oggi che soffrono per le guerre, sono sorelle e fratelli nostri”, ha proseguito il Papa tracciando un parallelo tra Auschwitz e i nostri giorni: “Guardando quella crudeltà in quel campo di concentramento ho pensato alle crudeltà di oggi”. “Si assomigliano – ha commentato Francesco – non così concentrate come lì ad Auschwitz ma si assomigliano, in questo mondo che è malato di crudeltà, di violenza, di sofferenza”. “Per questo io chiedo e prego il Signore perché ci sia la pace!”, le parole del Papa, che ha espresso “nuovamente” la sua gratitudine “al presidente della Polonia e alle altre autorità, al cardinale arcivescovo di Cracovia e all’intero episcopato polacco, e a tutti coloro che, in mille modi, hanno reso possibile questo evento, che ha offerto un segno di fraternità e di pace alla Polonia, all’Europa e al mondo”. Infine, un doppio tributo speciale: “Ai giovani volontari che per più di un anno hanno lavorato per portare avanti questo e anche ai media, per aver fatto che questa giornata si vedesse in tutto il mondo”. Poi il ricordo della giornalista Rai scomparsa a Cracovia.

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