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Maternità surrogata: “no alla relazione Sutter”. Eurodeputati italiani scrivono ai colleghi dell’Apce (Consiglio d’Europa)

(Strasburgo) – “Cari colleghi, ci permettiamo di contattarvi in merito al progetto di risoluzione e di raccomandazione ‘Diritti umani e questioni etiche legate alla maternità surrogata’”, relatrice la senatrice belga Petra De Sutter. Sono le prime righe di una lettera firmata da 9 deputati del Partito democratico eletti al Parlamento europeo, e inviata, in data 4 marzo, ai colleghi del Pd che siedono all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce). Il documento cui ci si riferisce – che sostiene la pratica della maternità surrogata –, discusso in commissione Affari sociali, salute e sviluppo il 28 gennaio scorso, giungerà per il voto di adozione nel corso della prossima riunione di tale commissione il 15 marzo a Parigi. Il passaggio successivo potrebbe essere il voto in plenaria a Strasburgo (si parla dell’Assemblea del Consiglio d’Europa, 47 Stati membri; non del Parlamento dell’Unione europea) nel mese di aprile, o forse a maggio. Dunque i deputati firmatari, che si sono mossi dietro iniziativa dell’europarlamentare bresciano Luigi Morgano, ricordano ai colleghi dell’Apce che il 17 dicembre 2015 il Parlamento europeo, “nella sua Relazione annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo 2014” ha ribadito “la sua ferma posizione contro la maternità surrogata”, peraltro già adottata in una precedente risoluzione del 2011, “condannando con forza questa pratica” e affermando che essa “compromette la dignità umana della donna dal momento che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usati come una merce; ritiene che la pratica della gestazione surrogata che prevede lo sfruttamento riproduttivo e l’uso del corpo umano per un ritorno economico o di altro genere, in particolare nel caso delle donne vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo, debba essere proibita e trattata come questione urgente negli strumenti per i diritti umani”.

La lettera dei “nove” ribadisce che “la netta interdizione di questa pratica, sancita in Italia dalla legge 40, è posizione largamente condivisa” nel Partito democratico. Inoltre, “recentemente, presso l’Assemblea nazionale francese, si è tenuta una Conferenza internazionale che ha lanciato la petizione internazionale ‘Stop surrogacy now’ per l’abolizione universale della pratica della maternità surrogata”. In questo contesto “di mobilitazione globale, auspichiamo che l’autorevole voce del Consiglio d’Europa resti coerente con la legge italiana e con la posizione espressa dalla maggioranza del Parlamento europeo, affermando chiaramente che ogni forma di maternità surrogata debba essere proibita, evitando di introdurre pericolose distinzioni, attraverso la presunta necessità di un inquadramento regolamentare della pratica ‘non commerciale’, come, invece, sembrerebbe raccomandare il progetto di relazione” della De Sutter. Pur riconoscendo, “giustamente, che ‘non esiste un diritto al figlio’ e quindi che la maternità surrogata dovrebbe essere vietata, nello stesso tempo – si legge ancora nella missiva – la relatrice non sembrerebbe proporre vie concrete per combatterla, ma raccomanderebbe di regolamentare il fenomeno dove questa pratica è autorizzata ‘a fini altruistici’. Ora, accanto a tutte le considerazioni già espresse sulle donne ridotte a ‘mezzi di produzione’, siamo ugualmente profondamente convinti che un bambino non possa essere considerato una cosa, un prodotto e che pertanto, come da più parti è stato già detto, un bambino non possa assolutamente né essere venduto, né essere generato al solo fine di essere donato”. La relazione dell’Apce anche se approvata non avrebbe valore cogente nei sistemi giuridici degli Stati membri del Consiglio d’Europa, ma certo assumerebbe un peso politico rilevante. Per questa ragione numerose associazioni, gruppi e movimenti politici si stanno mobiltando contro l’approvazione del documento.

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